Antonio Dikele Distefano Instagram – papà mi ha chiamato su whatsapp e mi ha detto che non lo cerco mai.
ho risposto istintivamente “non è vero” ma avrei voluto dirgli “scusami, hai ragione”. quando rientro a casa lo trovo sempre in salotto, davanti alla televisione. guarda documentari. riconosco la voce di mobutu all’istante. papà è uomo di poche parole, sorride e chiede sempre se ho già mangiato. si è convinto per non so quale motivo che io ami le pesche. glielo lascio credere, le mangiamo insieme senza commentare. mi parla in lingala, rispondo in lingala. quando rientro a milano lascio cento euro sulla testa del letto, convinto basti.
non gli rivolgo mai la parola in quei
momenti, faccio tutto in silenzio.
entro in camera mentre dorme o è
sotto la doccia. io e lui non abbiamo mai avuto intense conversazioni.
lui non ama il calcio, non guarda le serie tv. mi parla di luanda, dei coloni, della rumba congolese. non chiedo nulla, ascolto soltanto perché un po’ mi vergogno. mi ha cresciuto dicendomi le cose poco per volta, come un imbuto.
mi ha insegnato come stare senza una figura importante e sopravvivere
comunque. al di là dei suoi limiti.
ho creduto per anni che il suo silenzio significasse non avere bisogno di nulla.
che non gli servisse un abbraccio perché non lo aveva mai chiesto, che non volesse avere vicino suo figlio perché non gli aveva mai proposto di tornare a casa da quando si era trasferito a milano. si è preoccupato per me, ha guardato il mio sonno ed io non gli ho mai dimostrato di non averlo dimenticato. ho sbagliato tanto negli ultimi anni perché mi sono convinto che i soldi e le attenzioni fossero la stessa cosa. | Posted on 21/Jun/2021 16:08:54
Home Actor Antonio Dikele Distefano HD Instagram Photos and Wallpapers June 2021 Antonio Dikele Distefano Instagram - papà mi ha chiamato su whatsapp e mi ha detto che non lo cerco mai.
ho risposto istintivamente “non è vero” ma avrei voluto dirgli “scusami, hai ragione”. quando rientro a casa lo trovo sempre in salotto, davanti alla televisione. guarda documentari. riconosco la voce di mobutu all’istante. papà è uomo di poche parole, sorride e chiede sempre se ho già mangiato. si è convinto per non so quale motivo che io ami le pesche. glielo lascio credere, le mangiamo insieme senza commentare. mi parla in lingala, rispondo in lingala. quando rientro a milano lascio cento euro sulla testa del letto, convinto basti.
non gli rivolgo mai la parola in quei
momenti, faccio tutto in silenzio.
entro in camera mentre dorme o è
sotto la doccia. io e lui non abbiamo mai avuto intense conversazioni.
lui non ama il calcio, non guarda le serie tv. mi parla di luanda, dei coloni, della rumba congolese. non chiedo nulla, ascolto soltanto perché un po’ mi vergogno. mi ha cresciuto dicendomi le cose poco per volta, come un imbuto.
mi ha insegnato come stare senza una figura importante e sopravvivere
comunque. al di là dei suoi limiti.
ho creduto per anni che il suo silenzio significasse non avere bisogno di nulla.
che non gli servisse un abbraccio perché non lo aveva mai chiesto, che non volesse avere vicino suo figlio perché non gli aveva mai proposto di tornare a casa da quando si era trasferito a milano. si è preoccupato per me, ha guardato il mio sonno ed io non gli ho mai dimostrato di non averlo dimenticato. ho sbagliato tanto negli ultimi anni perché mi sono convinto che i soldi e le attenzioni fossero la stessa cosa.
Antonio Dikele Distefano Instagram – papà mi ha chiamato su whatsapp e mi ha detto che non lo cerco mai. ho risposto istintivamente “non è vero” ma avrei voluto dirgli “scusami, hai ragione”. quando rientro a casa lo trovo sempre in salotto, davanti alla televisione. guarda documentari. riconosco la voce di mobutu all’istante. papà è uomo di poche parole, sorride e chiede sempre se ho già mangiato. si è convinto per non so quale motivo che io ami le pesche. glielo lascio credere, le mangiamo insieme senza commentare. mi parla in lingala, rispondo in lingala. quando rientro a milano lascio cento euro sulla testa del letto, convinto basti. non gli rivolgo mai la parola in quei momenti, faccio tutto in silenzio. entro in camera mentre dorme o è sotto la doccia. io e lui non abbiamo mai avuto intense conversazioni. lui non ama il calcio, non guarda le serie tv. mi parla di luanda, dei coloni, della rumba congolese. non chiedo nulla, ascolto soltanto perché un po’ mi vergogno. mi ha cresciuto dicendomi le cose poco per volta, come un imbuto. mi ha insegnato come stare senza una figura importante e sopravvivere comunque. al di là dei suoi limiti. ho creduto per anni che il suo silenzio significasse non avere bisogno di nulla. che non gli servisse un abbraccio perché non lo aveva mai chiesto, che non volesse avere vicino suo figlio perché non gli aveva mai proposto di tornare a casa da quando si era trasferito a milano. si è preoccupato per me, ha guardato il mio sonno ed io non gli ho mai dimostrato di non averlo dimenticato. ho sbagliato tanto negli ultimi anni perché mi sono convinto che i soldi e le attenzioni fossero la stessa cosa.
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