Immanuel Casto, all’anagrafe Manuel Cuni, non è solo il cantautore provocatorio che tutti conosciamo e l’autore di giochi da tavolo “sgraditi alla politica”: è anche il presidente del Mensa Italia, associazione che raccoglie il 2% delle persone col più alto quoziente intellettivo. Questo tipo di plusdotazione spesso comporta lo sviluppo di una o più neurodivergenze – e infatti Immanuel ha dovuto imparare a convivere con la dislessia e la disgrafia già dall’adolescenza, prima che arrivasse una diagnosi ufficiale. Con lui abbiamo parlato del rapporto tra intelligenza e scuola, di educazione sessuale, gender, coming out, app di dating e sex work. Il video completo al link in bio. Autore: @lucafonteau #vdnews #educazionesessuale
Condivisione personale su di un tema piuttosto serio (ne approfitto per avvisare che alcuni passaggi possono disturbare chi è sensibile al tema della violenza), ma in questa caption ve lo presento in modo ironico, dicendo che è la risposta alla domanda “Manuel, ma tu ti arrabbi mai?”. Aggiungo solo una nota tecnica. Le crisi che descrivo vengono definite MELT DOWN. Nel post non uso il termine solo perché non faccio divulgazione tecnica e non mi rivolgo ad una platea necessariamente interessata all’argomento, quindi preferisco evitare termini di settore e descrivere direttamente il fenomeno.
Condivisione personale su di un tema piuttosto serio (ne approfitto per avvisare che alcuni passaggi possono disturbare chi è sensibile al tema della violenza), ma in questa caption ve lo presento in modo ironico, dicendo che è la risposta alla domanda “Manuel, ma tu ti arrabbi mai?”. Aggiungo solo una nota tecnica. Le crisi che descrivo vengono definite MELT DOWN. Nel post non uso il termine solo perché non faccio divulgazione tecnica e non mi rivolgo ad una platea necessariamente interessata all’argomento, quindi preferisco evitare termini di settore e descrivere direttamente il fenomeno.
Condivisione personale su di un tema piuttosto serio (ne approfitto per avvisare che alcuni passaggi possono disturbare chi è sensibile al tema della violenza), ma in questa caption ve lo presento in modo ironico, dicendo che è la risposta alla domanda “Manuel, ma tu ti arrabbi mai?”. Aggiungo solo una nota tecnica. Le crisi che descrivo vengono definite MELT DOWN. Nel post non uso il termine solo perché non faccio divulgazione tecnica e non mi rivolgo ad una platea necessariamente interessata all’argomento, quindi preferisco evitare termini di settore e descrivere direttamente il fenomeno.
Condivisione personale su di un tema piuttosto serio (ne approfitto per avvisare che alcuni passaggi possono disturbare chi è sensibile al tema della violenza), ma in questa caption ve lo presento in modo ironico, dicendo che è la risposta alla domanda “Manuel, ma tu ti arrabbi mai?”. Aggiungo solo una nota tecnica. Le crisi che descrivo vengono definite MELT DOWN. Nel post non uso il termine solo perché non faccio divulgazione tecnica e non mi rivolgo ad una platea necessariamente interessata all’argomento, quindi preferisco evitare termini di settore e descrivere direttamente il fenomeno.
Condivisione personale su di un tema piuttosto serio (ne approfitto per avvisare che alcuni passaggi possono disturbare chi è sensibile al tema della violenza), ma in questa caption ve lo presento in modo ironico, dicendo che è la risposta alla domanda “Manuel, ma tu ti arrabbi mai?”. Aggiungo solo una nota tecnica. Le crisi che descrivo vengono definite MELT DOWN. Nel post non uso il termine solo perché non faccio divulgazione tecnica e non mi rivolgo ad una platea necessariamente interessata all’argomento, quindi preferisco evitare termini di settore e descrivere direttamente il fenomeno.
Condivisione personale su di un tema piuttosto serio (ne approfitto per avvisare che alcuni passaggi possono disturbare chi è sensibile al tema della violenza), ma in questa caption ve lo presento in modo ironico, dicendo che è la risposta alla domanda “Manuel, ma tu ti arrabbi mai?”. Aggiungo solo una nota tecnica. Le crisi che descrivo vengono definite MELT DOWN. Nel post non uso il termine solo perché non faccio divulgazione tecnica e non mi rivolgo ad una platea necessariamente interessata all’argomento, quindi preferisco evitare termini di settore e descrivere direttamente il fenomeno.
Ne sentiamo spesso parlare, ma cosa si intende con il termine “gender”? Lo abbiamo chiesto a Immanuel Casto, cantautore, designer di giochi da tavolo “sgraditi alla politica”, e presidente del Mensa Italia, associazione che raccoglie il 2% delle persone col più alto quoziente intellettivo. Con lui abbiamo parlato del rapporto tra intelligenza e scuola, di educazione sessuale, coming out, app di dating e sex work. Il video completo su @vdnews, al link in bio. Autore: @lucafonteau #vdnews #gender #educazionesessuale #comingout #dating
Ecco un regalino per chi, come me, è capace di stressarsi un giorno intero al pensiero di una telefonata. Questo post è un tentativo di spiegare, soprattutto attraverso la mia prospettiva interna, perché non esista una forma di comunicazione considerabile SUPERIORE a priori. Al punto che addirittura quelle che (date certe circostanze) indico come soluzioni preferibili, possono comportare a loro volta dei problemi. Ad esempio menziono come le difficoltà nell’attenzione possano rendere complicato ascoltare una telefonata; tuttavia quelle stesse difficoltà possono portare a dimenticarsi di rispondere ad un messaggio scritto (ho “ghostato” un sacco di gente senza manco rendermene conto). La scelta della forma di comunicazione più adatta (per se stessi, o per la situazione) può quindi solo essere il frutto di un bilancio dei pro e dei contro.
Ecco un regalino per chi, come me, è capace di stressarsi un giorno intero al pensiero di una telefonata. Questo post è un tentativo di spiegare, soprattutto attraverso la mia prospettiva interna, perché non esista una forma di comunicazione considerabile SUPERIORE a priori. Al punto che addirittura quelle che (date certe circostanze) indico come soluzioni preferibili, possono comportare a loro volta dei problemi. Ad esempio menziono come le difficoltà nell’attenzione possano rendere complicato ascoltare una telefonata; tuttavia quelle stesse difficoltà possono portare a dimenticarsi di rispondere ad un messaggio scritto (ho “ghostato” un sacco di gente senza manco rendermene conto). La scelta della forma di comunicazione più adatta (per se stessi, o per la situazione) può quindi solo essere il frutto di un bilancio dei pro e dei contro.
Ecco un regalino per chi, come me, è capace di stressarsi un giorno intero al pensiero di una telefonata. Questo post è un tentativo di spiegare, soprattutto attraverso la mia prospettiva interna, perché non esista una forma di comunicazione considerabile SUPERIORE a priori. Al punto che addirittura quelle che (date certe circostanze) indico come soluzioni preferibili, possono comportare a loro volta dei problemi. Ad esempio menziono come le difficoltà nell’attenzione possano rendere complicato ascoltare una telefonata; tuttavia quelle stesse difficoltà possono portare a dimenticarsi di rispondere ad un messaggio scritto (ho “ghostato” un sacco di gente senza manco rendermene conto). La scelta della forma di comunicazione più adatta (per se stessi, o per la situazione) può quindi solo essere il frutto di un bilancio dei pro e dei contro.
Ecco un regalino per chi, come me, è capace di stressarsi un giorno intero al pensiero di una telefonata. Questo post è un tentativo di spiegare, soprattutto attraverso la mia prospettiva interna, perché non esista una forma di comunicazione considerabile SUPERIORE a priori. Al punto che addirittura quelle che (date certe circostanze) indico come soluzioni preferibili, possono comportare a loro volta dei problemi. Ad esempio menziono come le difficoltà nell’attenzione possano rendere complicato ascoltare una telefonata; tuttavia quelle stesse difficoltà possono portare a dimenticarsi di rispondere ad un messaggio scritto (ho “ghostato” un sacco di gente senza manco rendermene conto). La scelta della forma di comunicazione più adatta (per se stessi, o per la situazione) può quindi solo essere il frutto di un bilancio dei pro e dei contro.
Ecco un regalino per chi, come me, è capace di stressarsi un giorno intero al pensiero di una telefonata. Questo post è un tentativo di spiegare, soprattutto attraverso la mia prospettiva interna, perché non esista una forma di comunicazione considerabile SUPERIORE a priori. Al punto che addirittura quelle che (date certe circostanze) indico come soluzioni preferibili, possono comportare a loro volta dei problemi. Ad esempio menziono come le difficoltà nell’attenzione possano rendere complicato ascoltare una telefonata; tuttavia quelle stesse difficoltà possono portare a dimenticarsi di rispondere ad un messaggio scritto (ho “ghostato” un sacco di gente senza manco rendermene conto). La scelta della forma di comunicazione più adatta (per se stessi, o per la situazione) può quindi solo essere il frutto di un bilancio dei pro e dei contro.
Ecco un regalino per chi, come me, è capace di stressarsi un giorno intero al pensiero di una telefonata. Questo post è un tentativo di spiegare, soprattutto attraverso la mia prospettiva interna, perché non esista una forma di comunicazione considerabile SUPERIORE a priori. Al punto che addirittura quelle che (date certe circostanze) indico come soluzioni preferibili, possono comportare a loro volta dei problemi. Ad esempio menziono come le difficoltà nell’attenzione possano rendere complicato ascoltare una telefonata; tuttavia quelle stesse difficoltà possono portare a dimenticarsi di rispondere ad un messaggio scritto (ho “ghostato” un sacco di gente senza manco rendermene conto). La scelta della forma di comunicazione più adatta (per se stessi, o per la situazione) può quindi solo essere il frutto di un bilancio dei pro e dei contro.
Ecco un regalino per chi, come me, è capace di stressarsi un giorno intero al pensiero di una telefonata. Questo post è un tentativo di spiegare, soprattutto attraverso la mia prospettiva interna, perché non esista una forma di comunicazione considerabile SUPERIORE a priori. Al punto che addirittura quelle che (date certe circostanze) indico come soluzioni preferibili, possono comportare a loro volta dei problemi. Ad esempio menziono come le difficoltà nell’attenzione possano rendere complicato ascoltare una telefonata; tuttavia quelle stesse difficoltà possono portare a dimenticarsi di rispondere ad un messaggio scritto (ho “ghostato” un sacco di gente senza manco rendermene conto). La scelta della forma di comunicazione più adatta (per se stessi, o per la situazione) può quindi solo essere il frutto di un bilancio dei pro e dei contro.
Ecco un regalino per chi, come me, è capace di stressarsi un giorno intero al pensiero di una telefonata. Questo post è un tentativo di spiegare, soprattutto attraverso la mia prospettiva interna, perché non esista una forma di comunicazione considerabile SUPERIORE a priori. Al punto che addirittura quelle che (date certe circostanze) indico come soluzioni preferibili, possono comportare a loro volta dei problemi. Ad esempio menziono come le difficoltà nell’attenzione possano rendere complicato ascoltare una telefonata; tuttavia quelle stesse difficoltà possono portare a dimenticarsi di rispondere ad un messaggio scritto (ho “ghostato” un sacco di gente senza manco rendermene conto). La scelta della forma di comunicazione più adatta (per se stessi, o per la situazione) può quindi solo essere il frutto di un bilancio dei pro e dei contro.
Ecco un regalino per chi, come me, è capace di stressarsi un giorno intero al pensiero di una telefonata. Questo post è un tentativo di spiegare, soprattutto attraverso la mia prospettiva interna, perché non esista una forma di comunicazione considerabile SUPERIORE a priori. Al punto che addirittura quelle che (date certe circostanze) indico come soluzioni preferibili, possono comportare a loro volta dei problemi. Ad esempio menziono come le difficoltà nell’attenzione possano rendere complicato ascoltare una telefonata; tuttavia quelle stesse difficoltà possono portare a dimenticarsi di rispondere ad un messaggio scritto (ho “ghostato” un sacco di gente senza manco rendermene conto). La scelta della forma di comunicazione più adatta (per se stessi, o per la situazione) può quindi solo essere il frutto di un bilancio dei pro e dei contro.
Ecco un regalino per chi, come me, è capace di stressarsi un giorno intero al pensiero di una telefonata. Questo post è un tentativo di spiegare, soprattutto attraverso la mia prospettiva interna, perché non esista una forma di comunicazione considerabile SUPERIORE a priori. Al punto che addirittura quelle che (date certe circostanze) indico come soluzioni preferibili, possono comportare a loro volta dei problemi. Ad esempio menziono come le difficoltà nell’attenzione possano rendere complicato ascoltare una telefonata; tuttavia quelle stesse difficoltà possono portare a dimenticarsi di rispondere ad un messaggio scritto (ho “ghostato” un sacco di gente senza manco rendermene conto). La scelta della forma di comunicazione più adatta (per se stessi, o per la situazione) può quindi solo essere il frutto di un bilancio dei pro e dei contro.
La spiaggia è sempre stata la mia definizione di inferno: la luce, il caldo, il vento, la sabbia, l’acqua salata (ma lì basta non entrare), la folla, il rumore, le orribili creme solari e, causa vincoli sociali o logistici, la generale impossibilità ad andarmene al bisogno. Però il mare mi è sempre piaciuto. Da guardare e ascoltare. Penso infatti che le città di mare abbiano qualcosa in più (o per lo meno su di me hanno l’effetto di migliorare il tono dell’umore). Quest’anno invece ho sentito proprio il desiderio di andare in spiaggia, ma alle mie condizioni: resto massimo due ore (quindi con un amico disponibile ad adattarsi), passeggio da solo in riva al mare, con occhiali da sole e cuffie antiruomore. E comunque la crema solare non la metto 😂 quella sensazione tra l’unto e l’appiccicoso mi fa venire i brividi solo a pensarci e preferisco di gran lunga scottarmi. Infine credo che questo desiderio nasca anche dal fatto che sono molto più contento del mio corpo e ho piacere a stare spogliato (in particolare l’attività fisica a petto nudo è un altro mondo), così come a notare gli sguardi verso di me. (Naturalmente il fatto che io prima mi facessi problemi a spogliarmi, avendo comunque un corpo conforme che nessuno si sarebbe permesso di criticare, è indicativo dell’assurdità di certi condizionamenti).
La spiaggia è sempre stata la mia definizione di inferno: la luce, il caldo, il vento, la sabbia, l’acqua salata (ma lì basta non entrare), la folla, il rumore, le orribili creme solari e, causa vincoli sociali o logistici, la generale impossibilità ad andarmene al bisogno. Però il mare mi è sempre piaciuto. Da guardare e ascoltare. Penso infatti che le città di mare abbiano qualcosa in più (o per lo meno su di me hanno l’effetto di migliorare il tono dell’umore). Quest’anno invece ho sentito proprio il desiderio di andare in spiaggia, ma alle mie condizioni: resto massimo due ore (quindi con un amico disponibile ad adattarsi), passeggio da solo in riva al mare, con occhiali da sole e cuffie antiruomore. E comunque la crema solare non la metto 😂 quella sensazione tra l’unto e l’appiccicoso mi fa venire i brividi solo a pensarci e preferisco di gran lunga scottarmi. Infine credo che questo desiderio nasca anche dal fatto che sono molto più contento del mio corpo e ho piacere a stare spogliato (in particolare l’attività fisica a petto nudo è un altro mondo), così come a notare gli sguardi verso di me. (Naturalmente il fatto che io prima mi facessi problemi a spogliarmi, avendo comunque un corpo conforme che nessuno si sarebbe permesso di criticare, è indicativo dell’assurdità di certi condizionamenti).
La spiaggia è sempre stata la mia definizione di inferno: la luce, il caldo, il vento, la sabbia, l’acqua salata (ma lì basta non entrare), la folla, il rumore, le orribili creme solari e, causa vincoli sociali o logistici, la generale impossibilità ad andarmene al bisogno. Però il mare mi è sempre piaciuto. Da guardare e ascoltare. Penso infatti che le città di mare abbiano qualcosa in più (o per lo meno su di me hanno l’effetto di migliorare il tono dell’umore). Quest’anno invece ho sentito proprio il desiderio di andare in spiaggia, ma alle mie condizioni: resto massimo due ore (quindi con un amico disponibile ad adattarsi), passeggio da solo in riva al mare, con occhiali da sole e cuffie antiruomore. E comunque la crema solare non la metto 😂 quella sensazione tra l’unto e l’appiccicoso mi fa venire i brividi solo a pensarci e preferisco di gran lunga scottarmi. Infine credo che questo desiderio nasca anche dal fatto che sono molto più contento del mio corpo e ho piacere a stare spogliato (in particolare l’attività fisica a petto nudo è un altro mondo), così come a notare gli sguardi verso di me. (Naturalmente il fatto che io prima mi facessi problemi a spogliarmi, avendo comunque un corpo conforme che nessuno si sarebbe permesso di criticare, è indicativo dell’assurdità di certi condizionamenti).
Dorato e croccante. L’abbronzatura fa sempre il suo. . . . #instagay #gayboy #love #lgbt #gayguy #selfie #gaylove #gayman #gaypride #boy #gaymen #cute #followme #follow #beefy #gaylife #instagood #hunk #scuffy #hot #fashion #gays #homo #picoftheday #gaystagram #shirtless
A quasi un anno esatto dal suo debutto, si è concluso al @padovapridevillage l’INSEGNAMI LA VITA TOUR. Manuel: Questo tour congiunto con @rominafalconi è stato indubbiamente una delle esperienze artistiche più belle della mia vita, che mi ha permesso di sperimentare ed espormi, nello spazio sicuro della finzione artistica, in modi che non credevo possibili e ai quali non riuscirò più a rinunciare. Grazie per avermelo permesso. Inoltre, come vedete dalle foto, ho deciso di protestare contro il cambiamento climatico risparmiando sui costumi. Tutto il resto lo dice meglio Romina nel commento qui sotto. Romina: Quando ho appreso di avere l’opportunità di andare in tour con il mio socio e migliore amico, sapevo già che avrei vissuto dei momenti incredibili, momenti che mi porterò dietro per tutta la vita. Questo tour da una stagione è durato un anno, ed è grazie al pubblico se abbiamo avuto la possibilità di metterci a nudo, di studiare maniacalmente tutte le formule che poi abbiamo creato, dai club ai teatri, passando per i festival e i pride. Quella complicità, quelle risate, i nostri repertori e caratteri diversi, che tuttavia si sposano da dio sul palco, sono stati il più bel regalo di quest’anno per me. Grazie @immanuelcasto , per te ci sarò sempre e so che tu ci sarai. Alla fine, il ringraziamento va a @freaknchic , in particolare a Jacopo Levantaci. Ai Disumani: @mobnello @nikk_savinelli e @keen80 . Ai signori del mixer: Giorgio Nesci, Riccardo Demarosi, Filippo Stanzani. A Rocca, alla Gaga Symphony. A @lorenzobosio per averci regalato la migliore conclusione di tour potessimo desiderare. Ma il grazie più grande è per voi, che ci avete amato così tanto da farci stravolgere i piani ❤️ Foto di @therealunicorngram , @stenox79 @instanite_official @phlarized @istrionicaustica @nicklo_bb (sule foto il singolo tag)
A quasi un anno esatto dal suo debutto, si è concluso al @padovapridevillage l’INSEGNAMI LA VITA TOUR. Manuel: Questo tour congiunto con @rominafalconi è stato indubbiamente una delle esperienze artistiche più belle della mia vita, che mi ha permesso di sperimentare ed espormi, nello spazio sicuro della finzione artistica, in modi che non credevo possibili e ai quali non riuscirò più a rinunciare. Grazie per avermelo permesso. Inoltre, come vedete dalle foto, ho deciso di protestare contro il cambiamento climatico risparmiando sui costumi. Tutto il resto lo dice meglio Romina nel commento qui sotto. Romina: Quando ho appreso di avere l’opportunità di andare in tour con il mio socio e migliore amico, sapevo già che avrei vissuto dei momenti incredibili, momenti che mi porterò dietro per tutta la vita. Questo tour da una stagione è durato un anno, ed è grazie al pubblico se abbiamo avuto la possibilità di metterci a nudo, di studiare maniacalmente tutte le formule che poi abbiamo creato, dai club ai teatri, passando per i festival e i pride. Quella complicità, quelle risate, i nostri repertori e caratteri diversi, che tuttavia si sposano da dio sul palco, sono stati il più bel regalo di quest’anno per me. Grazie @immanuelcasto , per te ci sarò sempre e so che tu ci sarai. Alla fine, il ringraziamento va a @freaknchic , in particolare a Jacopo Levantaci. Ai Disumani: @mobnello @nikk_savinelli e @keen80 . Ai signori del mixer: Giorgio Nesci, Riccardo Demarosi, Filippo Stanzani. A Rocca, alla Gaga Symphony. A @lorenzobosio per averci regalato la migliore conclusione di tour potessimo desiderare. Ma il grazie più grande è per voi, che ci avete amato così tanto da farci stravolgere i piani ❤️ Foto di @therealunicorngram , @stenox79 @instanite_official @phlarized @istrionicaustica @nicklo_bb (sule foto il singolo tag)