Joan Miró. No todos saben que Picasso fue la primera persona en comprarle un cuadro a Miró. Picasso y Miró se conocieron en el año 1920 en Paris y a raíz de ese momento forjaron una intensa relación de amistad y admiración mutua que perduraría hasta la muerte del genio malagueño. Picasso, que siempre apoyó al joven Miró, se convirtió en la primera persona en comprar una de sus obras “Retrato de bailarina española” de 1921 y que en la actualidad se encuentra en el Museo del Louvre. Non tutti sanno che Picasso è stata la prima persona ad acquistare un dipinto da Miró. Picasso e Miró si incontrarono nel 1920 a Parigi e da quel momento instaurarono un intenso rapporto di amicizia e reciproca ammirazione che sarebbe durato fino alla morte del genio malaghegno. Picasso, che ha sempre sostenuto il giovane Miró, è stato il primo ad acquistare una delle sue opere “Ritratto di ballerina spagnola” del 1921 e che è attualmente al Museo del Louvre.
Joan Miró. No todos saben que Picasso fue la primera persona en comprarle un cuadro a Miró. Picasso y Miró se conocieron en el año 1920 en Paris y a raíz de ese momento forjaron una intensa relación de amistad y admiración mutua que perduraría hasta la muerte del genio malagueño. Picasso, que siempre apoyó al joven Miró, se convirtió en la primera persona en comprar una de sus obras “Retrato de bailarina española” de 1921 y que en la actualidad se encuentra en el Museo del Louvre. Non tutti sanno che Picasso è stata la prima persona ad acquistare un dipinto da Miró. Picasso e Miró si incontrarono nel 1920 a Parigi e da quel momento instaurarono un intenso rapporto di amicizia e reciproca ammirazione che sarebbe durato fino alla morte del genio malaghegno. Picasso, che ha sempre sostenuto il giovane Miró, è stato il primo ad acquistare una delle sue opere “Ritratto di ballerina spagnola” del 1921 e che è attualmente al Museo del Louvre.
Joan Miró. No todos saben que Picasso fue la primera persona en comprarle un cuadro a Miró. Picasso y Miró se conocieron en el año 1920 en Paris y a raíz de ese momento forjaron una intensa relación de amistad y admiración mutua que perduraría hasta la muerte del genio malagueño. Picasso, que siempre apoyó al joven Miró, se convirtió en la primera persona en comprar una de sus obras “Retrato de bailarina española” de 1921 y que en la actualidad se encuentra en el Museo del Louvre. Non tutti sanno che Picasso è stata la prima persona ad acquistare un dipinto da Miró. Picasso e Miró si incontrarono nel 1920 a Parigi e da quel momento instaurarono un intenso rapporto di amicizia e reciproca ammirazione che sarebbe durato fino alla morte del genio malaghegno. Picasso, che ha sempre sostenuto il giovane Miró, è stato il primo ad acquistare una delle sue opere “Ritratto di ballerina spagnola” del 1921 e che è attualmente al Museo del Louvre.
Joan Miró. No todos saben que Picasso fue la primera persona en comprarle un cuadro a Miró. Picasso y Miró se conocieron en el año 1920 en Paris y a raíz de ese momento forjaron una intensa relación de amistad y admiración mutua que perduraría hasta la muerte del genio malagueño. Picasso, que siempre apoyó al joven Miró, se convirtió en la primera persona en comprar una de sus obras “Retrato de bailarina española” de 1921 y que en la actualidad se encuentra en el Museo del Louvre. Non tutti sanno che Picasso è stata la prima persona ad acquistare un dipinto da Miró. Picasso e Miró si incontrarono nel 1920 a Parigi e da quel momento instaurarono un intenso rapporto di amicizia e reciproca ammirazione che sarebbe durato fino alla morte del genio malaghegno. Picasso, che ha sempre sostenuto il giovane Miró, è stato il primo ad acquistare una delle sue opere “Ritratto di ballerina spagnola” del 1921 e che è attualmente al Museo del Louvre.
Sei gli occhi in cui mi riconosco e le uniche braccia in cui mi sento ancora al sicuro, sei il mio migliore amico, sei fatti ma anche tante parole (e mai a caso) , sei cultura e l’anima delle mie passioni, sei musica, tu che vorresti essere sempre ovunque e vivi delle mie avventure perché troppo impegnato a fare del bene agli altri, sei colui che mi ha insegnato il vero significato della parola “Libertà” così semplice da dire e così complicata da perseguire, sei la lancetta nella bussola della vita, quella che mi riporta sempre a casa, sei quel piatto di tortellini caldi che mi aspetta e le chiacchiere fino al mattino davanti a un bicchiere di vino e una chitarra scordata.. ma che ne sanno gli altri papà.. Happy BDay my cup of tea. To the moon and back ♾❤️
Sei gli occhi in cui mi riconosco e le uniche braccia in cui mi sento ancora al sicuro, sei il mio migliore amico, sei fatti ma anche tante parole (e mai a caso) , sei cultura e l’anima delle mie passioni, sei musica, tu che vorresti essere sempre ovunque e vivi delle mie avventure perché troppo impegnato a fare del bene agli altri, sei colui che mi ha insegnato il vero significato della parola “Libertà” così semplice da dire e così complicata da perseguire, sei la lancetta nella bussola della vita, quella che mi riporta sempre a casa, sei quel piatto di tortellini caldi che mi aspetta e le chiacchiere fino al mattino davanti a un bicchiere di vino e una chitarra scordata.. ma che ne sanno gli altri papà.. Happy BDay my cup of tea. To the moon and back ♾❤️
Sei gli occhi in cui mi riconosco e le uniche braccia in cui mi sento ancora al sicuro, sei il mio migliore amico, sei fatti ma anche tante parole (e mai a caso) , sei cultura e l’anima delle mie passioni, sei musica, tu che vorresti essere sempre ovunque e vivi delle mie avventure perché troppo impegnato a fare del bene agli altri, sei colui che mi ha insegnato il vero significato della parola “Libertà” così semplice da dire e così complicata da perseguire, sei la lancetta nella bussola della vita, quella che mi riporta sempre a casa, sei quel piatto di tortellini caldi che mi aspetta e le chiacchiere fino al mattino davanti a un bicchiere di vino e una chitarra scordata.. ma che ne sanno gli altri papà.. Happy BDay my cup of tea. To the moon and back ♾❤️
𝙲𝚊𝚜𝚊.
«Giacomelli incontra Burri per la prima volta nel 1966, a presentarglielo è Nemo Sarteanesi, pittore, intellettuale, amico dell’artista, che con lui dà vita all’omonima Fondazione e che in due occasioni, organizza mostre di Giacomelli a Città di Castello (1968, 1983). Sarteanesi aveva conosciuto Giacomelli nei primi anni Sessanta al negozio di cornici Angelini di Senigallia, luogo di incontro di artisti e intellettuali. Egli si trovava li in vacanza e dipingeva acquarelli e oli raffiguranti paesaggi di cam- pagna, dominati dalle tinte verdi, con una pittura che Burri apprezzava, in bilico tra astrattismo e figurazione. Due di questi paesaggi sono stati oggetto dello scambio con Giacomelli con alcune sue fotografie, come è risultato dai diari, e altre opere di Giacomelli sono state donate a emo Sarteanesi successivamente, come documenta questa esposizione. Così Nemo Sarteanesi nel dépliant della mostra del 1968 tenutasi a Città di Castello: “Le intense immagini di Gia- comelli sorprendono lo stato d’animo nella nitida definizione, ora lirica ora dolente. Figurazioni spoglie si stagliano tese in una ricerca di essenziale significazione, tradotta con lo stringato linguaggio dei bianchi puri e dei neri assoluti. Memori di remote voci, le evocazioni della natura sono segnate da solchi laceri nella grafia ricca di modulazioni: antica presenza dell’uomo cristallizzata nel tempo”.» Alessandro Sarteanesi #burri #giacomelli
«Giacomelli incontra Burri per la prima volta nel 1966, a presentarglielo è Nemo Sarteanesi, pittore, intellettuale, amico dell’artista, che con lui dà vita all’omonima Fondazione e che in due occasioni, organizza mostre di Giacomelli a Città di Castello (1968, 1983). Sarteanesi aveva conosciuto Giacomelli nei primi anni Sessanta al negozio di cornici Angelini di Senigallia, luogo di incontro di artisti e intellettuali. Egli si trovava li in vacanza e dipingeva acquarelli e oli raffiguranti paesaggi di cam- pagna, dominati dalle tinte verdi, con una pittura che Burri apprezzava, in bilico tra astrattismo e figurazione. Due di questi paesaggi sono stati oggetto dello scambio con Giacomelli con alcune sue fotografie, come è risultato dai diari, e altre opere di Giacomelli sono state donate a emo Sarteanesi successivamente, come documenta questa esposizione. Così Nemo Sarteanesi nel dépliant della mostra del 1968 tenutasi a Città di Castello: “Le intense immagini di Gia- comelli sorprendono lo stato d’animo nella nitida definizione, ora lirica ora dolente. Figurazioni spoglie si stagliano tese in una ricerca di essenziale significazione, tradotta con lo stringato linguaggio dei bianchi puri e dei neri assoluti. Memori di remote voci, le evocazioni della natura sono segnate da solchi laceri nella grafia ricca di modulazioni: antica presenza dell’uomo cristallizzata nel tempo”.» Alessandro Sarteanesi #burri #giacomelli
«Giacomelli incontra Burri per la prima volta nel 1966, a presentarglielo è Nemo Sarteanesi, pittore, intellettuale, amico dell’artista, che con lui dà vita all’omonima Fondazione e che in due occasioni, organizza mostre di Giacomelli a Città di Castello (1968, 1983). Sarteanesi aveva conosciuto Giacomelli nei primi anni Sessanta al negozio di cornici Angelini di Senigallia, luogo di incontro di artisti e intellettuali. Egli si trovava li in vacanza e dipingeva acquarelli e oli raffiguranti paesaggi di cam- pagna, dominati dalle tinte verdi, con una pittura che Burri apprezzava, in bilico tra astrattismo e figurazione. Due di questi paesaggi sono stati oggetto dello scambio con Giacomelli con alcune sue fotografie, come è risultato dai diari, e altre opere di Giacomelli sono state donate a emo Sarteanesi successivamente, come documenta questa esposizione. Così Nemo Sarteanesi nel dépliant della mostra del 1968 tenutasi a Città di Castello: “Le intense immagini di Gia- comelli sorprendono lo stato d’animo nella nitida definizione, ora lirica ora dolente. Figurazioni spoglie si stagliano tese in una ricerca di essenziale significazione, tradotta con lo stringato linguaggio dei bianchi puri e dei neri assoluti. Memori di remote voci, le evocazioni della natura sono segnate da solchi laceri nella grafia ricca di modulazioni: antica presenza dell’uomo cristallizzata nel tempo”.» Alessandro Sarteanesi #burri #giacomelli
«Giacomelli incontra Burri per la prima volta nel 1966, a presentarglielo è Nemo Sarteanesi, pittore, intellettuale, amico dell’artista, che con lui dà vita all’omonima Fondazione e che in due occasioni, organizza mostre di Giacomelli a Città di Castello (1968, 1983). Sarteanesi aveva conosciuto Giacomelli nei primi anni Sessanta al negozio di cornici Angelini di Senigallia, luogo di incontro di artisti e intellettuali. Egli si trovava li in vacanza e dipingeva acquarelli e oli raffiguranti paesaggi di cam- pagna, dominati dalle tinte verdi, con una pittura che Burri apprezzava, in bilico tra astrattismo e figurazione. Due di questi paesaggi sono stati oggetto dello scambio con Giacomelli con alcune sue fotografie, come è risultato dai diari, e altre opere di Giacomelli sono state donate a emo Sarteanesi successivamente, come documenta questa esposizione. Così Nemo Sarteanesi nel dépliant della mostra del 1968 tenutasi a Città di Castello: “Le intense immagini di Gia- comelli sorprendono lo stato d’animo nella nitida definizione, ora lirica ora dolente. Figurazioni spoglie si stagliano tese in una ricerca di essenziale significazione, tradotta con lo stringato linguaggio dei bianchi puri e dei neri assoluti. Memori di remote voci, le evocazioni della natura sono segnate da solchi laceri nella grafia ricca di modulazioni: antica presenza dell’uomo cristallizzata nel tempo”.» Alessandro Sarteanesi #burri #giacomelli
«Giacomelli incontra Burri per la prima volta nel 1966, a presentarglielo è Nemo Sarteanesi, pittore, intellettuale, amico dell’artista, che con lui dà vita all’omonima Fondazione e che in due occasioni, organizza mostre di Giacomelli a Città di Castello (1968, 1983). Sarteanesi aveva conosciuto Giacomelli nei primi anni Sessanta al negozio di cornici Angelini di Senigallia, luogo di incontro di artisti e intellettuali. Egli si trovava li in vacanza e dipingeva acquarelli e oli raffiguranti paesaggi di cam- pagna, dominati dalle tinte verdi, con una pittura che Burri apprezzava, in bilico tra astrattismo e figurazione. Due di questi paesaggi sono stati oggetto dello scambio con Giacomelli con alcune sue fotografie, come è risultato dai diari, e altre opere di Giacomelli sono state donate a emo Sarteanesi successivamente, come documenta questa esposizione. Così Nemo Sarteanesi nel dépliant della mostra del 1968 tenutasi a Città di Castello: “Le intense immagini di Gia- comelli sorprendono lo stato d’animo nella nitida definizione, ora lirica ora dolente. Figurazioni spoglie si stagliano tese in una ricerca di essenziale significazione, tradotta con lo stringato linguaggio dei bianchi puri e dei neri assoluti. Memori di remote voci, le evocazioni della natura sono segnate da solchi laceri nella grafia ricca di modulazioni: antica presenza dell’uomo cristallizzata nel tempo”.» Alessandro Sarteanesi #burri #giacomelli
«Giacomelli incontra Burri per la prima volta nel 1966, a presentarglielo è Nemo Sarteanesi, pittore, intellettuale, amico dell’artista, che con lui dà vita all’omonima Fondazione e che in due occasioni, organizza mostre di Giacomelli a Città di Castello (1968, 1983). Sarteanesi aveva conosciuto Giacomelli nei primi anni Sessanta al negozio di cornici Angelini di Senigallia, luogo di incontro di artisti e intellettuali. Egli si trovava li in vacanza e dipingeva acquarelli e oli raffiguranti paesaggi di cam- pagna, dominati dalle tinte verdi, con una pittura che Burri apprezzava, in bilico tra astrattismo e figurazione. Due di questi paesaggi sono stati oggetto dello scambio con Giacomelli con alcune sue fotografie, come è risultato dai diari, e altre opere di Giacomelli sono state donate a emo Sarteanesi successivamente, come documenta questa esposizione. Così Nemo Sarteanesi nel dépliant della mostra del 1968 tenutasi a Città di Castello: “Le intense immagini di Gia- comelli sorprendono lo stato d’animo nella nitida definizione, ora lirica ora dolente. Figurazioni spoglie si stagliano tese in una ricerca di essenziale significazione, tradotta con lo stringato linguaggio dei bianchi puri e dei neri assoluti. Memori di remote voci, le evocazioni della natura sono segnate da solchi laceri nella grafia ricca di modulazioni: antica presenza dell’uomo cristallizzata nel tempo”.» Alessandro Sarteanesi #burri #giacomelli
«Giacomelli incontra Burri per la prima volta nel 1966, a presentarglielo è Nemo Sarteanesi, pittore, intellettuale, amico dell’artista, che con lui dà vita all’omonima Fondazione e che in due occasioni, organizza mostre di Giacomelli a Città di Castello (1968, 1983). Sarteanesi aveva conosciuto Giacomelli nei primi anni Sessanta al negozio di cornici Angelini di Senigallia, luogo di incontro di artisti e intellettuali. Egli si trovava li in vacanza e dipingeva acquarelli e oli raffiguranti paesaggi di cam- pagna, dominati dalle tinte verdi, con una pittura che Burri apprezzava, in bilico tra astrattismo e figurazione. Due di questi paesaggi sono stati oggetto dello scambio con Giacomelli con alcune sue fotografie, come è risultato dai diari, e altre opere di Giacomelli sono state donate a emo Sarteanesi successivamente, come documenta questa esposizione. Così Nemo Sarteanesi nel dépliant della mostra del 1968 tenutasi a Città di Castello: “Le intense immagini di Gia- comelli sorprendono lo stato d’animo nella nitida definizione, ora lirica ora dolente. Figurazioni spoglie si stagliano tese in una ricerca di essenziale significazione, tradotta con lo stringato linguaggio dei bianchi puri e dei neri assoluti. Memori di remote voci, le evocazioni della natura sono segnate da solchi laceri nella grafia ricca di modulazioni: antica presenza dell’uomo cristallizzata nel tempo”.» Alessandro Sarteanesi #burri #giacomelli
«Giacomelli incontra Burri per la prima volta nel 1966, a presentarglielo è Nemo Sarteanesi, pittore, intellettuale, amico dell’artista, che con lui dà vita all’omonima Fondazione e che in due occasioni, organizza mostre di Giacomelli a Città di Castello (1968, 1983). Sarteanesi aveva conosciuto Giacomelli nei primi anni Sessanta al negozio di cornici Angelini di Senigallia, luogo di incontro di artisti e intellettuali. Egli si trovava li in vacanza e dipingeva acquarelli e oli raffiguranti paesaggi di cam- pagna, dominati dalle tinte verdi, con una pittura che Burri apprezzava, in bilico tra astrattismo e figurazione. Due di questi paesaggi sono stati oggetto dello scambio con Giacomelli con alcune sue fotografie, come è risultato dai diari, e altre opere di Giacomelli sono state donate a emo Sarteanesi successivamente, come documenta questa esposizione. Così Nemo Sarteanesi nel dépliant della mostra del 1968 tenutasi a Città di Castello: “Le intense immagini di Gia- comelli sorprendono lo stato d’animo nella nitida definizione, ora lirica ora dolente. Figurazioni spoglie si stagliano tese in una ricerca di essenziale significazione, tradotta con lo stringato linguaggio dei bianchi puri e dei neri assoluti. Memori di remote voci, le evocazioni della natura sono segnate da solchi laceri nella grafia ricca di modulazioni: antica presenza dell’uomo cristallizzata nel tempo”.» Alessandro Sarteanesi #burri #giacomelli
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Thelma & Louise . #mami♥️
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Ne laisse personne te voler ton rêve. • • • @alessiaboutique
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