Dal 1° gennaio 2026, 37 ONG internazionali tra cui Caritas Gerusalemme, ossia la Chiesa, vengono spinte dal Governo di Israele fuori legge. Fuori da Gaza. È un fatto gravissimo. Significa meno cure, meno cibo, meno acqua, meno protezione per una popolazione già allo stremo. Significa colpire chi prova a tenere in vita la vita che resta: bambini, donne incinte, feriti, malati cronici. La delegittimazione delle ONG non è un dettaglio burocratico. È una strategia politica: restringere lo spazio umanitario fino a renderlo impraticabile. Trasformare chi cura, nutre, protegge in un sospetto. Equiparare l’azione umanitaria a una minaccia. Chi lavora a Gaza sa cosa vuol dire: ospedali senza farmaci, reparti pediatrici pieni di bambini e vuoti di possibilità di cura, famiglie costrette a scegliere chi può essere curato e chi no. Questa è una volontà esplicita di distruzione di un popolo. E non si può restare a guardare. Dal 1° gennaio 2026 il piano è ancora più chiaro: non solo bombe e assedi, ma assenza di aiuti. Una morte lenta. Amministrativa. Silenziosa. Il silenzio della comunità internazionale e della politica equivale a sparare sulle persone. Perché quando si restringe l’accesso umanitario, si decide chi è sacrificabile. Chi ha valore. E chi no. @soleterre_it continua a lavorare con i partner locali grazie a donazioni private e ad una rete di sostegno partecipata da @everychildismychildets @foglietta.anna @paolaturci @didocart @lastefiandreoli Portiamo cibo. Abbiamo aggiunto tende e beni di prima necessità. Se è in gioco la vita, noi mettiamo in gioco la nostra. Perché davanti ai mostri non si scappa. Ci si confronta. Con tutto quello che abbiamo. Avanti. Alziamo il livello degli aiuti. Facciamo sentire la nostra voce. Proteggiamo le ONG e la libertà. Io ho provato a dirlo a @skytg24. Si dona in www.soleterre.org o in link in bio e storie. Per informazioni scrivetemi in privato. #gaza #ong #2026
Facciamoci sentire
Un classico della musica italiana interpretato da due voci incredibili 💫 #UnaNessunaCentomila
2026 da cantare, celebrare e maneggiare con cura. Auguri a tutti♥️
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Mi tremano le gambe ogni volta che parlo di femminicidi. Perché sono un uomo vittima di femminicidio. L’unico modo per riuscirci è entrare nel fondo del dolore e provare a trasformarlo in possibilità. È la promessa che ho fatto davanti alla bara di mia sorella, 36 anni, una donna che amava la vita. Ieri è passato alla Camera il decreto Valditara. L’Italia, anche dopo questo voto, resta tra i pochissimi Paesi europei senza educazione affettiva e sessuale obbligatoria. Insieme a Bulgaria, Lituania, Polonia, Romania, Cipro e Ungheria. Questo vuoto educativo ha un nome: violenza di genere e femminicidio. Perché dove non si educa, la violenza arriva prima della legge. Non stupisce: Lega e Fratelli d’Italia si sono sempre astenuti sulla ratifica della Convenzione di Istanbul e continuano a ignorare le linee guida dell’OMS, che da anni chiedono educazione affettiva dalla materna. Non serve contrapporre la scuola alla famiglia. Ma l’educazione sessuo-affettiva, come competenza alle relazioni, spetta alla scuola e senza consenso. Non si chiede consenso per la matematica. La scienza non ha bisogno del consenso. Stupisce che non si colga che imparare a stare nelle relazioni è alla base di ogni ulteriore possibilità di vita. Serve educazione, non propaganda. Altrimenti resteremo un Paese che produce dolore e poi finge sorpresa. Quando un governo dice: “Faremo educazione sessuo-affettiva, ma solo con il consenso delle famiglie”, ma non ha un programma, contenuti, formatori e linee guida sta chiedendo un consenso sul nulla. Non c’è alcuna sostanza su cui dare consenso. Per fortuna il Paese reale è molto più avanti delle sue istituzioni: realtà come @unanessunacentomila_fondazione studiano, formano insegnanti, sperimentano pratiche vere. Perché l’educazione affettiva e sessuale non è un optional: è un diritto fondamentale che parte dall’infanzia, ed è parte del diritto all’istruzione e alla salute. #femminicidio #violenzasulledonne
Voglio farlo oggi, perchè a Gaza senza aiuti l’inverno porta morte. Cosa? Condividere un video che vi chiedo di guardare. Guardate la sedia di Musa quando piove. Per comprendere le conseguenze sui bambini di quello che sta accadendo a Gaza. Per aiutare. Pioggia torrenziale, vento, freddo si abbattono su un territorio già cancellato dalla guerra. Oltre 850.000 persone cercano riparo in tende che si allagano, volano via, collassano. Quasi 945.000 sono esposte a condizioni invernali estreme senza protezione. Più di 500.000 vivono in condizioni di carestia: fame, acqua sporca, corpi che si consumano. E mentre si parla di tregua, si continua a morire: 360 persone uccise, 922 ferite, 617 corpi estratti dalle macerie. Altri sfollati. Ancora. Dentro questa fine del mondo c’è Musa. Ha 11 anni. Un braccio amputato. È paraplegico. Sua madre lo spinge ogni giorno su sabbia e fango, sotto la pioggia, da sola. Dorme su un materasso fradicio. Quando piove, l’acqua rischia di annegarlo perché non può alzarsi. È rimasto così dopo essere stato colpito dall’esercito israeliano mentre cercava cibo. Quando tira vento, la tenda trema come se dovesse sparire. Musa non chiede giocattoli. Chiede di non avere freddo. Chiede che il dolore smetta. E come Musa ci sono tanti bambini feriti di cui mi occupo ogni giorno con @soleterre_it. Questa non è solo un’emergenza. È una catastrofe umanitaria prodotta dall’uomo, aggravata dal blocco degli aiuti. Le tende non bastano più. Servono ripari sicuri, cibo, cure, protezione. Subito. Soprattutto per i bambini feriti, malati, terrorizzati. Soleterre a Gaza sceglie di proteggere i bambini, anche quando il mondo guarda altrove. E di dire che la fine del mondo non può diventare normale. Aiutateci a farlo. Link in bio e nelle storie. Bonifico a Soleterre – causale Gaza Supporto Bambini IBAN: IT88Q0503401699000000013880 Ci aiutano @everychildismychildets, @foglietta.anna @paolaturci @didocart @lastefiandreoli Commentate, condividete, donate. Per Musa. Per migliaia di bambini sotto la pioggia, nelle tende, dentro una guerra che non hanno scelto. Proteggere i bambini non è un’opinione. È un dovere. #Gaza #palestina #soleterre
Leonepomicione
#donnavitalibertà
Grazie @stylemagazineitalia Grazie @alecalascibetta 20 anni di bellezza stile eleganza 👑
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In questo diretta entriamo dentro l’ultimo ospedale rimasto in Palestina per la cura del cancro infantile, il Beit Jala Hospital, insieme al dottor Mohammad Najajreh Direttore del Dipartimento di oncologia pediatrica @doc.mohd . Qui si continua a curare bambini oncologici nonostante blocchi, carenze di farmaci, check-point, ritardi nelle diagnosi. La vita resiste anche perché qualcuno, dall’Italia, ha deciso di esserci. Entriamo a Gaza, dove la guerra ha trasformato tutto in emergenza quotidiana. Dove, grazie alle vostre donazioni, propio oggi che è Natale, abbiamo fatto un regalo semplice e vitale: una tenda per Musa, e presto per altri bambini e le loro famiglie. Un riparo non è una soluzione. È un atto di dignità. E da qui partiranno nuovi progetti, perché fermarsi non è un’opzione. Ne parliamo con @abuomar.sami Entriamo a Kyiv, al buio, durante e parliamo con Yana Dashkovska @dasciassl che ci spiega anche il razionamento dell’elettricità. Dove i bambini continuano a convivere con le sirene, le ferite, il trauma. E dove la cura psicologica e la riabilitazione sono una forma concreta di resistenza. Questa diretta è mezz’ora imperdibile per chi ha a cuore l’umanità anche quando fragile e ferita. Natale per me è anche un appello pubblico al Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani: taiani.antonio aprire subito un corridoio umanitario tra Gaza e Betlemme per permettere ai bambini palestinesi malati di cancro di essere curati. Il Natale celebra la vita. Ma deve essere così per tutte e tutti. Restiamo. Guardiamo. Agiamo. Per aiutare Soleterre in Palestina e in Ucraina link in bio e nelle storie e qui con Bonifico Bancario IT88Q0503401699000000013880 Intestato a Soleterre con causale “Emergenza Palestina “ o “Emergenza Ucraina” Grazie. Buon Natale. #natale #palestina #ucraina
Giornata di studio e il pensiero alle piazze meravigliose, pacifiche, immense in tutta Italia. #stopgenocideingaza #peace
Paola Turci e Gino Castaldo saranno insieme sul palco del Trianon Viviani domenica 26 ottobre, alle ore 21, con “La rivoluzione delle donne”. Ritroviamo le straordinarie vite delle voci femminili che hanno segnato la storia della musica italiana, anticipando il desiderio di emancipazione delle donne con atteggiamenti e scelte musicali coraggiose, ribelli e anticonformiste. Info 081 0128663 Biglietti su AzzurroService