Non è la violenza, è la superficialità. Non è la rabbia, è l’isolamento. Non è l’esasperazione, e la mancanza di idee. A me non interessa più il merito, io mi sono vaccinato ma posso davvero capire lo sconforto e il senso di presa in giro di tutti, in un paese che chiede un gesto di responsabilità privato e non si prende la responsabilità di pagare per stare a casa le persone a cui sospende il lavoro. Ma non è il merito il punto. Sono due anni che quelli che dicono cose con cui sono d’accordo e quelli che dico cose con cui non sono d’accordo sputano sangue dietro a degli avatar, chiedono la cancellazione e l’annullamento di chi non la pensa come loro, hanno la disponibilità al confronto di una vasca di piranha, sono incapaci di combattere le idee con le idee, solo sventolando manette, ostracismi, richieste di licenziamento e invocazioni alla morte. Il problema non è la violenza, è la superficialità. Tutto questo non fa la storia, non fa le rivoluzioni, non libera i paesi dagli oppressori e semplicemente non cambia nulla. Serve solo a lasciare una traccia su internet, e quindi destinata a passare anche quella, di quanto facciamo schifo senza speranza. #davidsassoli #vax #novax #covid #italia #punk #2022
Poche parole della canzone più famosa d’Italia in questi giorni. Una bella canzone, interpretata in maniera incredibile. Così tanto che le parole, che sembrano quasi appoggiate in metrica più per dare un suono a una melodia killer che per dire qualcosa, all’improvviso parlano. E questa frase mi rimbalza tra testa e petto facendo rumore di lamiere che sbattono. Tutte le volte che. Già, che avrei voluto tenerti qui, la schiena al caldo e la pelle al sole, a cercare di soffiare via lontano la paura, il tempo, la morte, gli stronzi, come tutti i giorni a venire fossero un milione di cartoline, come fossi capace di essere un uomo senza scappare tra impegni workaholic e sirene, in una giungla di cosa diranno di me, cosa ne pensi tu davvero, e se davvero puoi amare tutto lo schifo che mi porto dentro, la merda, la fragilità bambina, le favole di notte e le bugie alla luce del sole. E solo che so quanto ci ho provato, talmente forte e male da non sembrare neanche un tentativo da fuori, da non valere niente. Io che volevo amarti ma sbaglio sempre. #musica #amore #sanremo #blanco #rock
È il 2 febbraio, come quella volta li. Lasciarsi viene meglio con il freddo, e pure stare insieme. La tua testa infilata nella mia giacca e i tuoi occhi bagnati addosso all’inizio del collo, l’unico punto caldo di un’intera Bologna centrale. E in un attimo tutti i mai che diventano sempre, per tornare mai, dove c’erano i per sempre. E una serie di piccole recriminazioni in fondo borghesi, sui piatti rotti, gli amanti, i messaggi non mandati e quelle volte che ti incazzavi sempre e poi volevi scopare per fare pace e io ero li, a contare le parole che mi avevano fatto male, che avevo lasciato tracce ancora calde come colpi di ferro da stiro sulla neve. E poi un bene senza senso, fratello e bambino, un bene antico, da clan, da tu non devi toccare la mia famiglia, altrimenti ti ammazzo. E mesi di stronzate, di meme, di parodie musicali da non sapere a chi linkare, e la tua testa dove cazzo è quando la mia ha un nuovo rompicapo. E infine a cena, a farmi raccontare da te quant’è difficile stare con lui, quasi come con me, e cosa devi fare. E provare a dirti di restare, di non lasciarlo come io ho lasciato te. E rivedervi assieme felici, e ed essere felice come se non ti avessi mai lasciato. #bologna #amore #vita #rock @bolognaphotoart @saracamporesi.it
Dimmi una poesia. #2022 #berlusconi #regaz #adolescenza
Siano maledette le armi, le bombe, i proiettili, i caccia, i carrarmati, le granate. Siano maledetti i dittatori, i padroni, gli armatori, i potenti. Siano maledette le ferite, il sangue, le lacrime, la morte. Siano maledetti i muri, i confini, la paura, la fame, il freddo, i rumori delle esplosioni. Sia maledetta la guerra, ora e sempre. E sia maledetto chi la sceglie. Notte. #notte #ucraina
Usciva a San Valentino questo pezzo, dieci cazzo di anni fa. E quel disco, che ci ha salvato e cambiato la vita. Odiavamo il romanticismo d’attacco, quella Italia razzista e macellara, la musica pop da sala d’attesa e la nostra rassegnatissima generazione. Dieci anni dopo tutto è ancora qui. Ma la cosa che voglio dire, che è una cosa che fa piangere nella sua luminosa semplicità, è che dire quello che pensi ti cambia la vita. Mai più come allora siamo stati liberi di dire quello che avevamo in testa, senza strategie, piani, ambizioni, cazzate. Tutti i giorni qualcuno mi chiede come si fa a farcela. E io ovviamente non lo so. Ma credetemi, non pensate ai palazzetti, e verranno i palazzetti. Non pensate ai dischi di platino, e verranno i dischi di platino. Non pensate a cosa funziona, e funzionerà. Divertitevi, amate i vostri amici e dite sempre il cazzo che vi pare. Tutto il resto sono cazzate. Non c’è musica buona o cattiva. C’è musica libera, oppure no. #10 #turistidellademocrazia #punk
Credo cancelleranno questa immagine. Qualcuno valuterà che incita all’odio. Ma questa è l’Europa in cui viviamo. Questo è come muoiono i migranti, quelli che non vengono lasciati annegare in mare, quelli che vengono lasciati morire congelati via terra. Fuori dalla nostra bolla di privilegio borghese, dove siamo buonissimi al napalm verso ogni straniero, e cattivissimi senza pietà verso qualsiasi ignorante che sbaglia una parole, c’è il mondo in cui abbiamo deciso di vivere, ogni giorno. In cui lasciamo morire gente pronta a tutto questo pur di scappare dall’inferno, a restituire loro un altro inferno, mentre ci occupiamo di altro. Oggi più che mai, la vera discriminazione è l’indifferenza. E se non te frega niente degli ultimi, hai poco da insegnare l’umanità agli altri. Restiamo umani. #europa #2022
Notte. #27gennaio #punk
Pensa a Sanremo. #sanremo #musica #2018 #2022
Hanno massacrato a morte un mendicante nigeriano per strada, in pieno giorno, prima con la sua stampella e poi a mani nude. Davanti tutti, che hanno filmato con i telefoni ma non sono intervenuti, pur trattandosi di un’aggressione da parte di una sola persona disarmata. Secondo me non solo per quella malattia mentale che ci fa credere di essere tutti supereroi con un telefono in mano, vendicatori della post verità e incapaci di agire nel mondo reale. Ma anche, secondo me, perché a un mendicante bianco, neanche quarantenne, non sarebbe successo di morire così. L’orizzontalità che crediamo di avere nelle nostre polemiche di internet è la cosa più verticale che esista. Crediamo di parlare dei problemi di tutti, e finiamo per parlare solo di quelli che hanno follower e soldi. Finiamo per immaginare che il razzismo in questo paese sia un affare da litigata nello studio del gf vip mentre la maggior parte degli stranieri vengono ancora sfruttati e schiavizzati. Se aprissimo gli occhi e chiudessimo Instagram scopriremmo che è più facile oggi essere gay nel cda di vague, mentre esserlo in una periferia povera è difficile come trent’anni fa. Che più si risale la piramide del privilegio più le discriminazioni diminuiscono, più si scende nella realtà, la realtà fatta di gente non ricca, la realtà senza parole edulcorate, la realtà senza uno scandalo al giorno per i commenti di ciretto92 sotto un post di una miliardaria, in una parola la realtà, più si vede che questo paese è ancora razzista e omofobo come vent’anni fa, ma noi ormai ci occupiamo d’altro. Un ragazzo di 39 anni, una lite per una questione di elemosina “senza motivazioni razziali”, una città che sceglie di riprendere con il telefono invece che salvarlo, e un paese pronto per essere governato dalla destra che si è scordato che se sei povero sei nero due volte, che tutte le discriminazioni orizzontali, a qualsiasi livello, sono figlie di quella verticale tra ricchi e poveri e senza combattere quella stiamo parlando di niente. Una volta la sinistra esisteva per questo. #racism
Buon primo maggio a chi non lavora, a chi gli spostano l’azienda dove il lavoro costa meno, a chi si è sbattuto ma non abbastanza per Briatore, a chi ha capito che otto ore al giorno sono un ricatto alla vita, a chi è stanco, a chi ha chiuso il suo club in pandemia, a chi fa i debiti, a chi si è laureato e non sa perché, a chi aspetta un concorso, a chi studia da una vita, a chi fa tre lavori e non sa cosa fa nella vita, a chi prova a scrivere, a disegnare, a suonare e non sa per chi, a chi gli hanno detto che se ti fai il culo ce la fai ed è una vita che si fa il culo e non ce l’ha fatta, a chi vuole mollare tutto, stare su un campo con la sua ragazza a cantare le canzoni d’amore, e vaffanculo. #primomaggio
Dieci anni dal primo disco, dal primo tour, delle prime vere canzoni, dal primo tutto, dal non capire niente, dagli sconosciuti che sanno le tue parole a memoria, dai vent’anni, da un sacco di cazzate, da non avere paura, da vivere di musica, da forse si può fare, dal sentirsi vivi davvero. Li festeggiamo il 28 maggio al MIAMI FESTIVAL di Milano, dieci anni dopo un concerto rimasto nella storia di tutti i veri scappati di casa. Vorrei ci foste tutti. Sarà bello. #miami #miamifestival #lostatosociale Biglietti su dice
Forse sarebbe bello invecchiare. Non avere più tutta questa fretta, questa foga, questa voglia di fare la cosa giusta, o sbagliata. Non vergognarsi di lasciare andare il tempo, toccarsi piano, intrecciare i capelli e le idee, ridere nel sonno, spegnere il telefono per giorni, rimandare, lasciare la luce spenta e farsi svegliare dal sole, liberi e stanchi, con i fianchi contro i fianchi, senza niente di niente di niente. Forse sarebbe bello essere per sempre. #amore @saracamporesi.it
Ciao nonna Sono passati quasi ottant’anni e non siamo messi bene. Quasi ottant’anni da quando in mezzo a via Rizzoli c’erano i cadeveri, i segni dei proiettili sui muri e le file interminabili per il pane ma tu, dicevi, eri una ragazza carina e riuscivi comunque ad essere allegra. E non ti ho mai creduta quando dicevi di non avere mai avuto paura, ma che cosa grande cercare di non ammetterlo per tutta la vita. Fanno ancora la guerra, incredibile a pensarci. E ancora la guerra è un affare per molti. Ancora c’è chi muore per un pezzo pane, anche adesso che i supermercati sono pieni e ogni giorno si mandano al macero tonnellate di cibo a fine giornata. Ancora oggi si lavora per due lire, e se qualcuno si lamenta spostano l’azienda dove il lavoro costa la metà. Ancora oggi ci sono i poveri, ma è una parola che non si dice più. Ancora oggi ci sono gli emarginati, spesso vengono da paesi lontani e credono di trovare l’America da noi, a volte muoiono in mare, altre finiscono a fare gli schiavi nei nostri campi perché si, ci sono ancora gli schiavi. Ancora oggi la gente viene pestata per il suo orientamento sessuale, la sua etnia, le sue idee. Ma pare che adesso l’unica discriminazione di cui siamo capaci di parlare ogni giorno sia quella che subiscono i ricchi. E la guerra fa ancora schifo, proprio come quando tu avevi paura e non lo volevi ammettere. E ancora oggi piace a un sacco di gente, questa è la verità, che vede il mondo ancora in una sorta di o con noi o contro di noi, eliminando le sfumature, il meticcio, il confronto, che è il luogo dove nascono le idee. Ancora oggi al posto delle parole si scelgono le armi. E tu avresti paura, come quando non lo ammettevi. Che me lo ripetevi sempre, l’importante è che non tornino i fascisti. Non so come dirtelo, nonna, ma sono tornati. E non erano così in forma da un sacco di tempo. C’è ancora il 25 aprile, non so per quanto, ma per ora c’è. Buona festa della liberazione nonna, grazie a quelli come te che mi hanno fatto credere che si potesse affrontare il mondo senza paura. #25aprile
Vorrei darti una città, un portico, un errore, una piazza, una birra sui gradini, un bacio al vino rosso, un caffè sospeso, una favola sbagliata, un libro pieno di refusi, una buona idea contro la guerra, un sonno senza armi, un sogno senza sforzi, una primavera di pace, una cazzata, una battuta che non fa ridere, ma fa ridere averla fatta, una casa su una nuvola a forma di rimpianto, una chitarra con cinque corde, un colpo al cuore, un colpo di vento, un poco ancora di tempo. #love #bologna
Credo in chi si ubriaca, in chi arriva in ritardo, in chi sbaglia strada, in chi non passa un esame, in chi usa parole sbagliate, in chi perde spesso, in chi sa farsi male, in chi ama senza aspettarsi amore in cambio, in chi si veste male, in chi sa sporcarsi, in chi ha le ossa rotte, in chi fa i debiti con sonno, in chi si lascia andare, in chi a volte sa volare, in chi si ride addosso, in chi cambia oggi giorno per rimanere lo stesso. #scrivere #rock
Quando avevamo vent’anni, ed eri convinta che avresti salvato lavora a tutti i migranti del mondo e io che a canzoni si fanno vaffanculo rivoluzioni, tutto purché non si faccia poesia. Quando sboccavamo una sera su tre e non so come mi addormentavo alle dieci di sera del giorno dopo bello schifo con te e mi risvegliavo con te senza ricordi in un letto pulito. Quando non eri solo una rivincita sulla mia sfiga, quando non ero solo un numero sulla tua agenda. Quando chi aveva un’idea diversa meritava di essere ascoltato e non lapidato. Quando la politica non era un derby, la pace era senza armi, la vita senza vittimismi, e l’amore senza vendette. Quando non c’erano le canzoni, che in fondo c’erano già. Quando non regalavo fiori, non mettevi profumi, quando non avere una casa era sentirsi a casa. Quando la depressione e la rabbia trovavano la forza per farci reagire, non per morire in un divano sentendo di avere una scusa. Eri più bella, ero un po’ meglio persino io. #2012 #eripiùbellacomeipotesi #punk @rimasugli
Ci penso ogni volta, ogni volta che mi mandano una foto di un tatuaggio con delle parole di una mia canzone. E se domani questa persona mi odia? Se gli starò sul cazzo? Se la deluderò con un disco di merda, dicendo una cosa per cui non è d’accordo? Con che diritto campeggerò lì, sulla pelle di una sconosciuta, con una pretesa di eternità che niente ha a che fare con il momento piccolo e preciso in cui ho scritto quelle parole, spesso mosso da sentimenti di rivalsa, da piccole vendette per piccoli rifiuti, da inutili e umane fragilità maschili? Poi mi dico che no, è tutta una sega, ed è tutto presuntuoso. La magia delle parole è che la vita è loro, e vanno dove cazzo vogliono. Le parole non sono di nessuno. E se a qualcuno fanno bene, è perché non appartengono a chi le scrive. Le parole restano sospese nell’aria, pronte ad essere colte come una cosa alle giostre, e poi di nuovo volare sopra le nostre piccole miserie, dandoci una direzione vaga, una stella nella notte o il muschio su un tronco nel bosco. Loro restano, e io vado via per lasciarmi dimenticare. #nientedispeciale @gaia_magnani_tattooartist
Forse avremo un’estate di merda, ma anche l’inverno non ha scherzato. Cadono le bombe sui teatri e gli ospedali, io mi ricordo che senza gli amici nulla avrebbe un senso, e con le cose che non funzionano dentro di te prima o poi ci fai i conti. Questa foto è dell’ultimo anno in cui mi sembrava chiaro il futuro, una vita di tour, poi una pausa per fare un disco, un tour, un disco, un tour. Non è più così da un po’, e la cosa peggiore è che so solo cosa non è. Stasera a Le parole faccio un pezzo ad elenco, che è un po’ la specialità della bettola. Non bombardate i teatri, i nostri sogni dormono lì dentro. #punk
Mai fumato le canne. Fino ai 27 proprio mai, poi qualche volta ma non ho ancora capito se so aspirare o no. Sono bravo solo a tossire. Sono il peggior compagno di viaggio ad Amsterdam che potete immaginare. Ma stasera parlerò di canne. Non di canne, di quello che dicono quelli che parlano di canne. Alle 9 a @leparolerai3 di @massimogramelliniofficial. Chillate con me, jammin together e altre cose che non so cosa vogliano dire. #stasera #raitre #parole
Sapete qual è l’unica cosa bella del nazional popolare? È che è impietoso. Su dimensioni così grandi non esiste nessuna moda di settore che tenga. Nessuno è salvo perché etero o gay, perché donna o uomo, perché bello o brutto. Nessuno vince perché ha uno smalto oggi o perché si vestiva da macho cinque anni fa, perché ha delle belle gambe o perché è in carne e difettosamente umano, perché ha un accento buffo o una dizione perfetta, perché ha i tatuaggi in faccia o perché ha un volto acqua e sapone. Vince chi sa fare il suo mestiere, e chi è baciato da una strana magia senza ragioni che ti fa piacere alla gente, anche se in maniera divisiva a volte, che ti fa sentire vicino, semplicemente per come sorridi, o parli, o in qualche maniera sei. E in alcuni casi chi ha entrambe queste cose. Per tutti gli altri, c’è Twitter. #sanremo #italia #musica #amore
LA MIA LIGURIA. #valetutto #punk
Roma fa paura, Roma è troppa, Roma è grande, Roma non si capisce, Roma ti ferisce, Roma ti lascia in mutande. Lo spettacolo, finalmente, arriva a Roma, doveva succedere e fa paura ed è bellissimo. Dal 21 al 24 aprile al teatro Ambra Jovinelli. Sono emozionato e un po’ spaventato già adesso. Roma mi fa questo effetto qui. Biglietti su vivaticket. Non ne restano molti per la sera del debutto. Saltatemi addosso. #roma #2022 #unospettacolodivertentissimochenonfinisceassolutamenteconunsuicidio #punk https://teatroambrajovinelli.vivaticket.it
Non avere paura che un ex non esca più dalla tua vita, che non saprai più sentirti nuda davvero, o di avere troppa voglia di stare a casa a fissare un pc che ti chiede se ci sei ancora, di cadere dentro bojack, di innamorarti di picky blinders come una cinquantenne che legge harmony in spiaggia, di pensare sempre ad andare in terapia, di scrivere all’infinito un messaggio che non manderai, di rimanere ipnotizzata da candy crush, di saltare ancora un esame, di dormire troppo, di piangere un po’, di bere da sola, di non sapere più come venire, di sentirti il tempo addosso, di voler scomparire. Ascoltati, è un attimo. E poi potrai ripartire. #2022 #paura #amore #guccini @alessandrasantelli