Viola Carofalo

Viola Carofalo Instagram – L’Olocausto è stato l’eccezione o la regola?

1)      Partiamo da un’affermazione che abbiamo letto tante volte: Hitler era un pazzo.
Perché questa affermazione è sbagliata e pericolosa e che cosa ha a che fare con l’analisi della situazione attuale?
Adesso abbiamo sentito dire che quello che è accaduto durante il nazionalsocialismo è il prodotto di menti malate. Ma basta una riflessione un po’ più approfondita e attenta per capire che se tanti hanno compiuto atti tremendi e criminali, se tanti hanno assistito in silenzio, questo non può essere attribuibile a una sorta di “follia di massa”, piuttosto a una condizione storica e sociale che si è preparata nel tempo e che è sfociata nell’orrore dei campi di sterminio e delle persecuzioni razziali.
Non sono i “mostri”, i “deviati”, i “malati” ad aver prodotto ciò che conosciamo, ma persone ordinarie. Proprio questo è l’aspetto che ci fa più paura del nazionalsocialismo (e che dovrebbe continuare a farci paura ancora adesso) non la sua straordinarietà.

2)      Parlando dell’”Olocausto” Giorgio Agamben sottolinea quanto questo termine sia di fatto inappropriato: esso riguarda infatti l’eccezionalità del sacrificio, non l’ordinarietà e la banalità di uno sterminio tecnico e pianificato – le camere a gas come industria della morte.
Non c’è soltanto questo, Agamben, senza sminuire in alcun modo la tragicità di quanto si è consumato ad Auschwitz, sottolinea che il campo, nella sua forma più visibile ed estrema, il campo di sterminio, è il modello su cui si plasma l’intera modernità occidentale.
Il campo è stato sperimentato nelle colonie, la gerarchizzazione dell’umano su cui si basa il razzismo di colonizzazione e di sterminio è un principio che è stato ripetutamente applicato, che ha strutturato il nostro modo di vedere e di sentire l’Altro.

“Chiamando martiri le vittime del nazismo mistifichiamo il loro destino” (B. Bettelheim, Sopravvivere, p. 93)

“La dottrina del martirio nasce per giustificare lo scandalo di una morte insensata” (G. Agamben,  Mezzi senza fine, p. 25)

“Io uso questo termine Olocausto mal volentieri… Filologicamente è sbagliato” (P. Levi,  Conversazioni e interviste,
[Continua nei commenti] | Posted on 27/Jan/2024 17:56:24

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