Con @a_monteleone torniamo a parlarvi di Alessia Pifferi: la babysitter che la aiutava con Diana ci racconta di più sulla sua vita e sugli uomini che aveva intorno #LeIene
@a_monteleone e @gonzogiornalism hanno dato voce a laureati e laureandi di importanti atenei italiani che hanno deciso di dedicare le loro tesi alla strage di Erba, in attesa della seconda seconda udienza del processo di revisione sulla condanna di Rosa e Olindo che si terrà tra qualche giorno, martedì 16 aprile #LeIene
La difesa all’attacco: in questo servizio @a_monteleone e @gonzogiornalism ci spiegano che cosa è successo oggi durante la seconda udienza del processo che potrebbe portare all’annullamento della condanna di Rosa e Olindo e ci spiega una scoperta clamorosa che la difesa sembra aver fatto su una delle cosiddette “tre prove regine” #LeIene
Chi è davvero Rosa Bazzi? @a_monteleone e @gonzogiornalism lo hanno chiesto a @alessandracarati_, autrice del romanzo “Rosy”, che l’ha incontrata più volte in carcere e al Prof. Stefano Zago, che per primo ha valutato il funzionamento psichico di Rosa #LeIene
Buon 25 aprile! Io non dimentico che in quel pezzetto di mondo c’era chi ha combattuto contro il nazifascismo e chi lo ha fiancheggiato. Io sono grato a chi ha sconfitto il nazifascismo. E allora, grazie anche alla Brigata Ebraica e a chi ne conserva la memoria.
Buon 25 aprile! Io non dimentico che in quel pezzetto di mondo c’era chi ha combattuto contro il nazifascismo e chi lo ha fiancheggiato. Io sono grato a chi ha sconfitto il nazifascismo. E allora, grazie anche alla Brigata Ebraica e a chi ne conserva la memoria.
Sei mesi di una guerra che non doveva cominciare
Sei mesi di una guerra che non doveva cominciare
Sei mesi di una guerra che non doveva cominciare
Sei mesi di una guerra che non doveva cominciare
Sei mesi di una guerra che non doveva cominciare
Sei mesi di una guerra che non doveva cominciare
Sei mesi di una guerra che non doveva cominciare
Sei mesi di una guerra che non doveva cominciare
“Strage di Erba”: parla Antonino Monteleone. Domani si terrà a Brescia la seconda parte della revisione del processo di Rosa e Olindo. Antonino Monteleone, giornalista delle Iene che ha da sempre seguito la vicenda, ci racconta cosa ne pensa.
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Ecco la chiacchierata con Antonino Monteleone, autore insieme a Francesco Priano, di “Erba” (Piemme). Nel libro possiamo leggere il grande lavoro investigativo che mostra le falle del processo che ha portato all’ergastolo Rosa Bazzi e Olindo Romano «La più atroce impresa criminale nella storia della Repubblica.» È con questa espressione, roboante e fortunata, che è passata alla storia la vicenda di Erba. Uno fra i più complessi intrecci mediatici e giudiziari del passato recente. Un atto criminale che si è consumato in poco più di quindici minuti, ma la cui portata umana, processuale e simbolica si snoda in mille rivoli lungo diciassette anni, fuori e dentro le aule di giustizia. La sera dell’11 dicembre del 2006, a Erba, un paese di 15.000 anime nella provincia di Como, in un agguato spietato, feroce, crudele perdono la vita Raffaella Castagna, suo figlio Youssef, la madre Paola Galli, la vicina di casa Valeria Cherubini. Unico sopravvissuto Mario Frigerio, marito di Valeria, unico testimone ocu-lare. Su questa strage abbiamo una verità processuale, a oggi, incontrovertibile: in tre gradi di giudizio sono stati condannati come assassini i coniugi Rosa Bazzi e Olindo Romano, che stanno scontando la pena più severa prevista del nostro ordinamento, l’ergastolo. Sono state stabilite e scritte molte cose, alcune delle quali assolutamente non vere. Erba porta alla luce prove nuove e mai considerate, che sembrano poter raccontare tutta un’altra verità. E se Rosa e Olindo fossero due innocenti? Se fossero due vittime di un presunto clamoroso errore giudiziario? Leggendo questo libro capirete il perché. Antonino Monteleone e Francesco Priano, rispettivamente inviato e autore delle lene, in un lavoro investigativo incredibile mostrano le falle di questo processo e avanzano ipotesi che riscrivono la storia di una strage. La storia di un Paese.
Dice Edoardo Montolli: fummo io e Felice Manti il 17 gennaio 2008 su Il Giornale, sedici anni prima della finta esclusiva di Giallo a riportare quelle frasi della Bibbia. Però, esattamente come allora, nessuno si sofferma su alcuni fatti. Evidentemente, come appena documentato, perché non hanno alcuna cognizione degli atti. Punto primo. Sulla Bibbia ci sono alcune ammissioni di colpevolezza e ben 71 ammissioni di innocenza. Ma ciò che conta è che in nessuno dei due casi Olindo sapeva che la Bibbia gli sarebbe stata sequestrata. Ignorava che qualcun altro avrebbe mai letto i suoi appunti sia quando si professava colpevole, sia quando si dichiarava innocente. Sono il segnale di una personalità disturbata, ma anche scioccata dai fatti. Punto secondo. Su quella Bibbia Olindo prese un sacco di appunti in codice (del quale poi perdeva regolarmente le chiavi di decrittazione). Era il segnale evidente che ormai non si fidasse più di nessuno, costretto dalla sequenza degli eventi a recitare la parte del colpevole. Punto terzo. Se bastasse una dichiarazione di colpevolezza a giustificare una condanna, avremmo le carceri piene di mitomani. Chi lo sostiene non ha alcuna cognizione della cronaca nera. Ne Il grande abbaglio raccontammo, ad esempio, il caso del mostro di Foligno: prima che Luigi Chiatti fosse arrestato, un giovane di Melegnano sostenne di essere il Mostro. All’inizio dissero che conosceva dettagli che solo l’assassino poteva conoscere. Poi si accorsero che in realtà non c’entrava assolutamente nulla. Punto quarto. Olindo sapeva che doveva recitare una parte perché convinto di finire in manicomio con Rosa. La recitò anche con lo psichiatra Massimo Picozzi, raccontando una versione ancora totalmente sballata della strage, come abbiamo documentato in questo video. Punto quinto. Non si è mai capito chi convinse Olindo a prendere appunti sulla Bibbia rivendicando i delitti. Così come nessuno ha mai saputo chi lo convinse a rispondere a Don Bassano Pirovano, che gli aveva scritto una lettera chiedendogli di pentirsi. il resto su frontedelblog.it