Ale mio. Vivo Ma non ho scelta né un motivo Il mondo è un tipo irrazionale Fa come vuole Non dà nessuna spiegazione Ti conviene Cogliere il tempo che rimane Prima che smetta di bruciare Dentro al tuo cuore Anche il più piccolo ideale Che sta tremando di terrore.
❤️🍿 Me l’ero sempre ripromessa di postare questo MARAVIGLIOSO scambio avvenuto tra me e Leonardo durante le riprese di Pare Parecchio Parigi e registrato a trabocchetto e a sfregio dalla fava. Oggi è il tu compleanno. L’è giunto il momento. Buon compleanno amoroso fratello mio. @leonardo_pieraccioni “Con la Francini siamo confinanti di camerino e così ci si parla. Ecco una sua tipica risposta da “Principessina del Galles”. Allontanate i bambini 🤦🏻♂️ #pareparecchioparigi
“Forte e Chiara”, la rubrica che scrivo su La Stampa Donne, pozzi di verità “Le donne”, scrive Ginzburg, “pensano molto a loro stesse, e ci pensano in un modo doloroso e febbrile, sconosciuto a un uomo. Due donne si capiscono bene quando si mettono a parlare del pozzo oscuro in cui cadono e, possono scambiarsi molte impressioni, sui pozzi e sull’assoluta incapacità di comunicare con gli altri. Ho conosciuto moltissime donne, donne tranquille e donne non tranquille, ma nel pozzo ci cascano anche le donne tranquille: tutte cascano nel pozzo ogni tanto” Anche Simone Weil affronta il tema della fragilità e della sofferenza ma li concepisce come strumenti di conoscenza. La Weil ne “La prima radice”, scrive: “l’attenzione è una forma rara e pura di generosità”. L’attenzione è la capacità di stare nel dolore senza fuggirlo, di lasciarlo esistere senza bisogno di rimuoverlo o trasformarlo in qualcosa di più accettabile. È una forma di forza, di una Resistenza silenziosa che permette di entrare in contatto con la realtà nella sua verità più profonda. In questo senso, il “pozzo” della Ginzburg non è solo una caduta, ma un’opportunità di vedere. La Weil rifiuta l’idea che la vulnerabilità sia un difetto e la trasforma in strumento etico, nella possibilità di una comprensione che gli uomini, educati a respingere la fragilità, non avranno mai. La condizione femminile contiene una verità nascosta, una potenza che la società ha sempre cercato di reprimere. Essere state costrette a osservare il mondo dal basso, ad attraversare il dolore senza il privilegio fallace e fallico di ignorarlo, ha dato alle donne una capacità di comprensione che il pensiero dominante ha sempre tentato di ridurre a mera emotività. La caduta nel pozzo non è una condanna: è un movimento necessario per arrivare a una conoscenza che nasce dalla vulnerabilità e dall’esperienza diretta del dolore La società ha imposto alle donne di trasformare in risorsa ciò che veniva letto come debolezza. La fragilità è stata un destino imposto, ma è anche diventata campo di resistenza e di creazione. Abbiamo imparato a rendere proficua quella che ci è stato insegnato essere, [..] La rubrica integrale su La stampa
«𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗻𝗼𝗻 𝘃𝗲𝗻𝗶𝘁𝗲 𝗮 𝘀𝗮𝗹𝘃𝗮𝗿𝗺𝗶? 𝗜𝗼 𝗵𝗼 𝗽𝗮𝘂𝗿𝗮. 𝗦𝗽𝗮𝗿𝗮𝗻𝗼.» Hind Rajab è una bambina di sei anni intrappolata in una macchina in mezzo alle macerie a Gaza, accanto ai corpi della sua famiglia. In mano ha un telefono con il quale parla ai soccorritori della Mezzaluna Rossa. Otto minuti, otto minuti la separano da loro, otto minuti che a Gaza diventano un mare. Rana è una mediatrice vestita di bianco che pare una Madonna contemporanea e non può semplicemente correre, spalancare la porta e andare a salvare la Hind. Può soltanto parlarle al telefono con una bambina che le dice: ti prego, salvami. Quello che Rana le risponde è: “Per poterti salvare devono mettersi d’accordo i nostri padri perché i figli non si sparino addosso.” È una risposta atroce perché cerca di spiegare l’impossibile con la lingua della famiglia a una bambina che sta solo chiedendo di non morire. I mediatori della Mezzaluna Rossa sono intorno a una scrivania, in mezzo al loro il telefono con il quale parlano alla bambina. Sembra una pittura sacra. Sembra una Pietà contemporanea. Ogni guerra ha le sue Pietà. E al centro della Pietà c’è sempre una madre. Nel film si dice che siano i padri a dover parlare, ma sono la madre di Hind, Rana e tutte le donne a reggere la scena, a custodire la dignità, a rimanere in piedi quando tutto intorno cade. Alla fine rimane soltanto questo: una voce che non si spegne, un infinito inciso sul vetro e il rumore del mare che non si placa. Rimane la domanda oltre il cinema, oltre la cronaca, oltre il tempo. «𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗻𝗼𝗻 𝘃𝗲𝗻𝗶𝘁𝗲 𝗮 𝘀𝗮𝗹𝘃𝗮𝗿𝗺𝗶? 𝗜𝗼 𝗵𝗼 𝗽𝗮𝘂𝗿𝗮. 𝗦𝗽𝗮𝗿𝗮𝗻𝗼.» 𝗧𝗵𝗲 𝗩𝗼𝗶𝗰𝗲 𝗼𝗳 𝗛𝗶𝗻𝗱 𝗥𝗮𝗷𝗮𝗯 𝗲̀ 𝗮𝗹 𝗰𝗶𝗻𝗲𝗺𝗮 𝗱𝗮𝗹 𝟮𝟱 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲. 𝗡𝗼𝗻 𝗮𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝘁𝗲.
❤️FORTE E CHIARA❤️ La tournée è ripresa ieri! ❤️GRAZIE ROSIGNANO! ❤️ Sold out anche stasera. Per vedere “Forte e Chiara”, lo spettacolo, tutte le date sono al link SU☝️ nella BIO Oggi ARZIGNANO (VI) 2 aprile, Teatro Mattarello, ore 21.00 SOLD OUT TRIESTE, dal 3 al 6 aprile, Teatro Orazio Bobbio, ore 20,30 – domenica ore 16.30 NOVARA, 9 aprile, Teatro Coccia, ore 21.00 CASELETTE (TO), 10 aprile, Salone Polivalente Cav. Magnetto, ore 21.00 SOLD OUT CASALMAGGIORE, 11 aprile, Teatro Comunale, ore 21.00 FOLLONICA, 12 aprile, Teatro Fonderia Leopolda, ore 21.15 LAMEZIA TERME, 22 aprile, Teatro Grandinetti, ore 21.00 TARANTO, 23 aprile, Teatro Orfeo, ore 21.00 FOGGIA, 24 aprile, Teatro del Fuoco, ore 21.00 CATANIA 6 giugno MILAZZO, 7 giugno “Forte e Chiara” scritto da Chiara Francini Con Chiara Francini Musiche eseguite dal Maestro Francesco Leineri Regia Alessandro Federico Prodotto da: Infinito Teatro
All Apologies.
💛Grazie a Firenze e alle donne tutte! Ieri ho ricevuto un prezioso riconoscimento “La forza delle donne Storie di protagonismo femminile in Toscana” che ho condiviso con donne straordinarie: Ida Balò, Daniela Fatarella, Gina Giani, Nadia Giannattasio, Fosca Giannotti, Marialina Marcucci, Anna Maria Michelon Palchetti, Pinuccia Musumeci, premio consegnatomi dal Presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo, da quello della Giunta Eugenio Giani, dalla capo di gabinetto Cristina Manetti e dalla la presidente della commissione per le pari opportunità Francesca Basanieri. Al Teatro Goldoni, il pomeriggio, ho contribuito con un mio monologo (tratto dal mio romanzo “Il cielo stellato fa le fusa”, Rizzoli) a “Insieme per cambiare musica”, nell’ambito de La Toscana delle Donne. Ero insieme a splendidi artisti: Laura Morante, Dolcenera, Giulia Mei, Giulia Vestri, il chitarrista Giulio Scarpato, Paolo Vallesi, la pianista e compositrice Giulia Mazzoni e il Coro Femina. C’era anche mia madre. E mio padre. Hanno gradito anche il buffet. Soprattutto il babbo. C’erano anche le mie amiche. E troiaio. Poi cena meravigliosa al Cibreo e buonanotte sonatori. Ninna❤️ Blusa: @gilbertocalzolari_official Pantaloni: @rrd Abito crema: @gilbertocalzolari_official Scarpe: @lautrechose Make up: @valentini.nina Hair: Piero Giordi per @minetteroma
. “Il cinema è vivo, vivissimo. E lotta insieme a noi.” Su La Stampa il mio intervento al convegno svoltosi alla Camera dei Deputati sulle eccellenze italiane nell’industria globale dell’intrattenimento, alla presenza del Presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana,, Giorgia Latini Vicepresidente Commissione Cultura Camera dei Deputati, Lucia Borgonzoni Sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura, Federico Mollicone Presidente Commissione Cultura, Iginio Straffi Fondatore e Presidente Rainbow, Giampaolo Letta CEO Medusa Film, Andrea Biondi, Il Sole 24 Ore e Niccolò Di Raimondo Consulente Parlamentare. “È stato detto: “Non ci resta che ricominciare” ne La Vita è Bella “Non si piange sulla storia, si cambia rotta” ne La Meglio Gioventù “Bisogna andare avanti, per forza” ne Nuovo Cinema Paradiso “Tutto si trasforma, nulla muore” ne Il Gattopardo “Il passato è un paese straniero, si fa tutto in modo diverso laggiù” ne Il Conformista Il cinema italiano è stato dichiarato morto mille volte, e mille volte è risorto dalle ceneri. Ed è proprio giusto che sia così. È naturale, è fisiologico, perché il cinema rappresenta, ci parla esattamente di questo: della vita. Il cinema ne è uno straordinario affresco. Il cinema è una magia perché riesce a racchiudere in un microcosmo di due ore, epoche, lacrime, risate, guerre, esplosioni, galassie, la morte, la resurrezione, le cascate, l’orrore, la felicità, l’universo e un pastello. Il cinema italiano è una creatura fragile e potentissima, capace di cadere e di rialzarsi, capace di raccontare il nostro tempo, nel suo orrore, nella sua noia e nella sua straordinaria e brutale bellezza, nella sua Resistenza. Forse, solo Monicelli, come Gadda nei suoi romanzi, è riuscito, a mio avviso, a restituire in una maniera tanto precisa, e violenta quello che significa vivere. Il suo cinema è fatto di piccinerie, mastodontiche, di scricchiolii assordanti e segue un andamento, un’altalena che riconsegna ciò che significa la vita, sempre fatta di, cadute, schiaffi, di treni che partono, di malinconia e di tanti rinforzini […] Il commento integrale su La Stampa
. “Il cinema è vivo, vivissimo. E lotta insieme a noi.” Su La Stampa il mio intervento al convegno svoltosi alla Camera dei Deputati sulle eccellenze italiane nell’industria globale dell’intrattenimento, alla presenza del Presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana,, Giorgia Latini Vicepresidente Commissione Cultura Camera dei Deputati, Lucia Borgonzoni Sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura, Federico Mollicone Presidente Commissione Cultura, Iginio Straffi Fondatore e Presidente Rainbow, Giampaolo Letta CEO Medusa Film, Andrea Biondi, Il Sole 24 Ore e Niccolò Di Raimondo Consulente Parlamentare. “È stato detto: “Non ci resta che ricominciare” ne La Vita è Bella “Non si piange sulla storia, si cambia rotta” ne La Meglio Gioventù “Bisogna andare avanti, per forza” ne Nuovo Cinema Paradiso “Tutto si trasforma, nulla muore” ne Il Gattopardo “Il passato è un paese straniero, si fa tutto in modo diverso laggiù” ne Il Conformista Il cinema italiano è stato dichiarato morto mille volte, e mille volte è risorto dalle ceneri. Ed è proprio giusto che sia così. È naturale, è fisiologico, perché il cinema rappresenta, ci parla esattamente di questo: della vita. Il cinema ne è uno straordinario affresco. Il cinema è una magia perché riesce a racchiudere in un microcosmo di due ore, epoche, lacrime, risate, guerre, esplosioni, galassie, la morte, la resurrezione, le cascate, l’orrore, la felicità, l’universo e un pastello. Il cinema italiano è una creatura fragile e potentissima, capace di cadere e di rialzarsi, capace di raccontare il nostro tempo, nel suo orrore, nella sua noia e nella sua straordinaria e brutale bellezza, nella sua Resistenza. Forse, solo Monicelli, come Gadda nei suoi romanzi, è riuscito, a mio avviso, a restituire in una maniera tanto precisa, e violenta quello che significa vivere. Il suo cinema è fatto di piccinerie, mastodontiche, di scricchiolii assordanti e segue un andamento, un’altalena che riconsegna ciò che significa la vita, sempre fatta di, cadute, schiaffi, di treni che partono, di malinconia e di tanti rinforzini […] Il commento integrale su La Stampa
. “Il cinema è vivo, vivissimo. E lotta insieme a noi.” Su La Stampa il mio intervento al convegno svoltosi alla Camera dei Deputati sulle eccellenze italiane nell’industria globale dell’intrattenimento, alla presenza del Presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana,, Giorgia Latini Vicepresidente Commissione Cultura Camera dei Deputati, Lucia Borgonzoni Sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura, Federico Mollicone Presidente Commissione Cultura, Iginio Straffi Fondatore e Presidente Rainbow, Giampaolo Letta CEO Medusa Film, Andrea Biondi, Il Sole 24 Ore e Niccolò Di Raimondo Consulente Parlamentare. “È stato detto: “Non ci resta che ricominciare” ne La Vita è Bella “Non si piange sulla storia, si cambia rotta” ne La Meglio Gioventù “Bisogna andare avanti, per forza” ne Nuovo Cinema Paradiso “Tutto si trasforma, nulla muore” ne Il Gattopardo “Il passato è un paese straniero, si fa tutto in modo diverso laggiù” ne Il Conformista Il cinema italiano è stato dichiarato morto mille volte, e mille volte è risorto dalle ceneri. Ed è proprio giusto che sia così. È naturale, è fisiologico, perché il cinema rappresenta, ci parla esattamente di questo: della vita. Il cinema ne è uno straordinario affresco. Il cinema è una magia perché riesce a racchiudere in un microcosmo di due ore, epoche, lacrime, risate, guerre, esplosioni, galassie, la morte, la resurrezione, le cascate, l’orrore, la felicità, l’universo e un pastello. Il cinema italiano è una creatura fragile e potentissima, capace di cadere e di rialzarsi, capace di raccontare il nostro tempo, nel suo orrore, nella sua noia e nella sua straordinaria e brutale bellezza, nella sua Resistenza. Forse, solo Monicelli, come Gadda nei suoi romanzi, è riuscito, a mio avviso, a restituire in una maniera tanto precisa, e violenta quello che significa vivere. Il suo cinema è fatto di piccinerie, mastodontiche, di scricchiolii assordanti e segue un andamento, un’altalena che riconsegna ciò che significa la vita, sempre fatta di, cadute, schiaffi, di treni che partono, di malinconia e di tanti rinforzini […] Il commento integrale su La Stampa
. “Il cinema è vivo, vivissimo. E lotta insieme a noi.” Su La Stampa il mio intervento al convegno svoltosi alla Camera dei Deputati sulle eccellenze italiane nell’industria globale dell’intrattenimento, alla presenza del Presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana,, Giorgia Latini Vicepresidente Commissione Cultura Camera dei Deputati, Lucia Borgonzoni Sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura, Federico Mollicone Presidente Commissione Cultura, Iginio Straffi Fondatore e Presidente Rainbow, Giampaolo Letta CEO Medusa Film, Andrea Biondi, Il Sole 24 Ore e Niccolò Di Raimondo Consulente Parlamentare. “È stato detto: “Non ci resta che ricominciare” ne La Vita è Bella “Non si piange sulla storia, si cambia rotta” ne La Meglio Gioventù “Bisogna andare avanti, per forza” ne Nuovo Cinema Paradiso “Tutto si trasforma, nulla muore” ne Il Gattopardo “Il passato è un paese straniero, si fa tutto in modo diverso laggiù” ne Il Conformista Il cinema italiano è stato dichiarato morto mille volte, e mille volte è risorto dalle ceneri. Ed è proprio giusto che sia così. È naturale, è fisiologico, perché il cinema rappresenta, ci parla esattamente di questo: della vita. Il cinema ne è uno straordinario affresco. Il cinema è una magia perché riesce a racchiudere in un microcosmo di due ore, epoche, lacrime, risate, guerre, esplosioni, galassie, la morte, la resurrezione, le cascate, l’orrore, la felicità, l’universo e un pastello. Il cinema italiano è una creatura fragile e potentissima, capace di cadere e di rialzarsi, capace di raccontare il nostro tempo, nel suo orrore, nella sua noia e nella sua straordinaria e brutale bellezza, nella sua Resistenza. Forse, solo Monicelli, come Gadda nei suoi romanzi, è riuscito, a mio avviso, a restituire in una maniera tanto precisa, e violenta quello che significa vivere. Il suo cinema è fatto di piccinerie, mastodontiche, di scricchiolii assordanti e segue un andamento, un’altalena che riconsegna ciò che significa la vita, sempre fatta di, cadute, schiaffi, di treni che partono, di malinconia e di tanti rinforzini […] Il commento integrale su La Stampa
. “Il cinema è vivo, vivissimo. E lotta insieme a noi.” Su La Stampa il mio intervento al convegno svoltosi alla Camera dei Deputati sulle eccellenze italiane nell’industria globale dell’intrattenimento, alla presenza del Presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana,, Giorgia Latini Vicepresidente Commissione Cultura Camera dei Deputati, Lucia Borgonzoni Sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura, Federico Mollicone Presidente Commissione Cultura, Iginio Straffi Fondatore e Presidente Rainbow, Giampaolo Letta CEO Medusa Film, Andrea Biondi, Il Sole 24 Ore e Niccolò Di Raimondo Consulente Parlamentare. “È stato detto: “Non ci resta che ricominciare” ne La Vita è Bella “Non si piange sulla storia, si cambia rotta” ne La Meglio Gioventù “Bisogna andare avanti, per forza” ne Nuovo Cinema Paradiso “Tutto si trasforma, nulla muore” ne Il Gattopardo “Il passato è un paese straniero, si fa tutto in modo diverso laggiù” ne Il Conformista Il cinema italiano è stato dichiarato morto mille volte, e mille volte è risorto dalle ceneri. Ed è proprio giusto che sia così. È naturale, è fisiologico, perché il cinema rappresenta, ci parla esattamente di questo: della vita. Il cinema ne è uno straordinario affresco. Il cinema è una magia perché riesce a racchiudere in un microcosmo di due ore, epoche, lacrime, risate, guerre, esplosioni, galassie, la morte, la resurrezione, le cascate, l’orrore, la felicità, l’universo e un pastello. Il cinema italiano è una creatura fragile e potentissima, capace di cadere e di rialzarsi, capace di raccontare il nostro tempo, nel suo orrore, nella sua noia e nella sua straordinaria e brutale bellezza, nella sua Resistenza. Forse, solo Monicelli, come Gadda nei suoi romanzi, è riuscito, a mio avviso, a restituire in una maniera tanto precisa, e violenta quello che significa vivere. Il suo cinema è fatto di piccinerie, mastodontiche, di scricchiolii assordanti e segue un andamento, un’altalena che riconsegna ciò che significa la vita, sempre fatta di, cadute, schiaffi, di treni che partono, di malinconia e di tanti rinforzini […] Il commento integrale su La Stampa
. “Il cinema è vivo, vivissimo. E lotta insieme a noi.” Su La Stampa il mio intervento al convegno svoltosi alla Camera dei Deputati sulle eccellenze italiane nell’industria globale dell’intrattenimento, alla presenza del Presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana,, Giorgia Latini Vicepresidente Commissione Cultura Camera dei Deputati, Lucia Borgonzoni Sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura, Federico Mollicone Presidente Commissione Cultura, Iginio Straffi Fondatore e Presidente Rainbow, Giampaolo Letta CEO Medusa Film, Andrea Biondi, Il Sole 24 Ore e Niccolò Di Raimondo Consulente Parlamentare. “È stato detto: “Non ci resta che ricominciare” ne La Vita è Bella “Non si piange sulla storia, si cambia rotta” ne La Meglio Gioventù “Bisogna andare avanti, per forza” ne Nuovo Cinema Paradiso “Tutto si trasforma, nulla muore” ne Il Gattopardo “Il passato è un paese straniero, si fa tutto in modo diverso laggiù” ne Il Conformista Il cinema italiano è stato dichiarato morto mille volte, e mille volte è risorto dalle ceneri. Ed è proprio giusto che sia così. È naturale, è fisiologico, perché il cinema rappresenta, ci parla esattamente di questo: della vita. Il cinema ne è uno straordinario affresco. Il cinema è una magia perché riesce a racchiudere in un microcosmo di due ore, epoche, lacrime, risate, guerre, esplosioni, galassie, la morte, la resurrezione, le cascate, l’orrore, la felicità, l’universo e un pastello. Il cinema italiano è una creatura fragile e potentissima, capace di cadere e di rialzarsi, capace di raccontare il nostro tempo, nel suo orrore, nella sua noia e nella sua straordinaria e brutale bellezza, nella sua Resistenza. Forse, solo Monicelli, come Gadda nei suoi romanzi, è riuscito, a mio avviso, a restituire in una maniera tanto precisa, e violenta quello che significa vivere. Il suo cinema è fatto di piccinerie, mastodontiche, di scricchiolii assordanti e segue un andamento, un’altalena che riconsegna ciò che significa la vita, sempre fatta di, cadute, schiaffi, di treni che partono, di malinconia e di tanti rinforzini […] Il commento integrale su La Stampa
Auguri a PUDYBOY!!! ❤️❤️❤️
❤️ Grazie Trieste. Senz’e te nun pozzu sta pecchè tu m’appartiene (pecchè me piaci tu)
❤️GRAZIE BRENO! SOLD OUT Forte e Chiara Domani Treviso!
❤️ Grazie Montecatini. E grazie a tutti coloro che sono venuti e verranno, per tutto l’amore che mi regalate ad ogni replica di Forte e Chiara. Ero già in camerino e mi avete richiamata e io son corsa con le ciabattine rosa di pelo. Che sogno. E W gli zoccoli dott Sholl! Ci vediamo a Roma il 21 e il 22 febbraio al Teatro Brancaccio di Roma Biglietti LINK IN BIO☝️
❤️ Grazie Trieste per questi due giorni! Ci vediamo stasera sabato alle 20:30 e domani domenica alle 16:30 al Teatro Bobbio con Forte e Chiara! TOUR: TRIESTE, dal 3 al 6 aprile, Teatro Orazio Bobbio, ore 20,30 – domenica ore 16.30 NOVARA, 9 aprile, Teatro Coccia, ore 21.00 CASELETTE (TO), 10 aprile, Salone Polivalente Cav. Magnetto, ore 21.00 SOLD OUT CASALMAGGIORE, 11 aprile, Teatro Comunale, ore 21.00 FOLLONICA, 12 aprile, Teatro Fonderia Leopolda, ore 21.15 LAMEZIA TERME, 22 aprile, Teatro Grandinetti, ore 21.00 TARANTO, 23 aprile, Teatro Orfeo, ore 21.00 FOGGIA, 24 aprile, Teatro del Fuoco, ore 21.00 CATANIA 6 giugno MILAZZO, 7 giugno “Forte e Chiara” scritto da Chiara Francini Con Chiara Francini Musiche eseguite dal Maestro Francesco Leineri Regia Alessandro Federico Prodotto da: Infinito Teatro
🩷WOMENESS, un documentario scritto e diretto da Yvonne Sciò che racconta l’audacia di cinque grandi donne del nostro tempo: Dacia Maraini, Emma Bonino, Sussan Deyhim, compositrice e cantante iraniana in esilio, Tomaso Binga, artista verbo visiva che usa il proprio corpo per contestare il potere maschile e Setsuko Klossowska de Rola, pittrice e scultrice giapponese. Intenso, pieno d’ispirazione , commovente. Brava Yvonne. My kimono coat: @gilbertocalzolari_official
❤️ GRAZIE! Portare Forte e Chiara nei teatri è un privilegio. Grazie a Trieste e a tutti voi che con enorme attenzione riuscite a farmi sentire così giusta, perché compresa e amata. NOVARA, 9 aprile, Teatro Coccia, ore 21.00 CASELETTE (TO), 10 aprile, Salone Polivalente Cav. Magnetto, ore 21.00 SOLD OUT CASALMAGGIORE, 11 aprile, Teatro Comunale, ore 21.00 SOLD OUT FOLLONICA, 12 aprile, Teatro Fonderia Leopolda, ore 21.15 LAMEZIA TERME, 22 aprile, Teatro Grandinetti, ore 21.00 TARANTO, 23 aprile, Teatro Orfeo, ore 21.00 FOGGIA, 24 aprile, Teatro del Fuoco, ore 21.00 CATANIA 6 giugno MILAZZO, 7 giugno “Forte e Chiara” scritto da Chiara Francini Con Chiara Francini Musiche eseguite dal Maestro Francesco Leineri Regia Alessandro Federico Prodotto da: Infinito Teatro FORTE E CHIARA vi aspetta per le ultime date della stagione. Poi torneremo nella prossima. ❤️
❤️Grazie! Sold Out anche a Rovereto. Il cammino di FORTE E CHIARA, lo spettacolo, continua con voi che riempite i teatri e il mio cuore. Grazie❤️ Per vedere “Forte e Chiara”, lo spettacolo, tutte le date sono al link SU☝️ nella BIO “Forte e Chiara” scritto da Chiara Francini Con Chiara Francini Musiche eseguite dal Maestro Francesco Leineri Regia Alessandro Federico Prodotto da: Infinito Teatro
❤️ Grazie Arzignano! SOLD OUT! Grazie Sai! ❤️TRIESTE! CI vediamo da stasera, giovedì 3 aprile fino a domenica 6 aprile al teatro Bobbio! TOUR: TRIESTE, dal 3 al 6 aprile, Teatro Orazio Bobbio, ore 20,30 – domenica ore 16.30 NOVARA, 9 aprile, Teatro Coccia, ore 21.00 CASELETTE (TO), 10 aprile, Salone Polivalente Cav. Magnetto, ore 21.00 SOLD OUT CASALMAGGIORE, 11 aprile, Teatro Comunale, ore 21.00 FOLLONICA, 12 aprile, Teatro Fonderia Leopolda, ore 21.15 LAMEZIA TERME, 22 aprile, Teatro Grandinetti, ore 21.00 TARANTO, 23 aprile, Teatro Orfeo, ore 21.00 FOGGIA, 24 aprile, Teatro del Fuoco, ore 21.00 CATANIA 6 giugno MILAZZO, 7 giugno “Forte e Chiara” scritto da Chiara Francini Con Chiara Francini Musiche eseguite dal Maestro Francesco Leineri Regia Alessandro Federico Prodotto da: Infinito Teatro
❤️GRAZIE TREVISO! ❤️ Forte e Chiara Sold out anche stasera. La tournée riprende il 1 aprile. Grazie con tutto il mio cuore. Stare con voi è la cosa più straordinaria del mondo. Per vedere “Forte e Chiara”, lo spettacolo, tutte le date sono al link SU☝️ nella BIO ROSIGNANO, 1 aprile, Teatro Solvay ARZIGNANO (VI) 2 aprile, Teatro Mattarello, ore 21.00 TRIESTE, dal 3 al 6 aprile, Teatro Orazio Bobbio, ore 20,30 – domenica ore 16.30 NOVARA, 9 aprile, Teatro Coccia, ore 21.00 CASELETTE (TO), 10 aprile, Salone Polivalente Cav. Magnetto, ore 21.00 CASALMAGGIORE, 11 aprile, Teatro Comunale, ore 21.00 FOLLONICA, 12 aprile, Teatro Fonderia Leopolda, ore 21.15 LAMEZIA TERME, 22 aprile, Teatro Grandinetti, ore 21.00 TARANTO, 23 aprile, Teatro Orfeo, ore 21.00 FOGGIA, 24 aprile, Teatro del Fuoco, ore 21.00 (Date a breve) maggio SICILIA maggio CALTANISSETTA maggio MILAZZO “Forte e Chiara” scritto da Chiara Francini Con Chiara Francini Musiche eseguite dal Maestro Francesco Leineri Regia Alessandro Federico Prodotto da: Infinito Teatro
❤️Grazie NOVARA! FORTE E CHIARA SOLD OUT! Il Teatro Coccia… dove debuttai con Ti ho sposato per allegria! GRAZIE CHE EMOZIONE! È stato bellissimo! Ultime date della stagione👇 CASELETTE (TO), 10 aprile, Salone Polivalente Cav. Magnetto, ore 21.00 CASALMAGGIORE, 11 aprile, Teatro Comunale, ore 21.00 BIGLIETTI 👉 https://shop.vivaticket.com/it/sell/?cmd=prices&pcode=11897009&tcode=tl015329&qubsq=537cc0fd-2f1a-4c7d-ae2e-d7339395dfb8&qubsp=92790539-9695-474d-89c1-7f9481917181&qubsts=1743579910&qubsc=bestunion&qubse=vivaticketserver&qubsrt=Safetynet&qubsh=a544e52a08597013221c1b2f0d412ba0 FOLLONICA, 12 aprile, Teatro Fonderia Leopolda, ore 21.15 BIGLIETTI 👉 https://adarte.18tickets.it/film/18376/9be426a4-25da-478c-9b9d-972a0bca06b3 LAMEZIA TERME, 22 aprile, Teatro Grandinetti, ore 21.00 BIGLIETTI 👉 https://www.ticketone.it/event/chiara-francini-forte-e-chiara-teatro-grandinetti-19289833/ TARANTO, 23 aprile, Teatro Orfeo, ore 21.00 BIGLIETTI 👉 https://www.2tickets.it/SelectTitolo.aspx?idt=1967194&prv=tes&set=t&car=&ide=1174 6 giugno Catania 7 Milazzo