4 argomentazioni che dimostrano come il maschilismo non sia solo roba da maschi. @caraseimaschilista
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Il 6 dicembre del 1961, esattamente 60 anni, fa moriva Frantz Fanon, il mio rivoluzionario del cuore ❤ 🔥 Perchè dovremmo leggerlo e rileggerlo oggi? Ci sono almeno 3 buone ragioni: 1 – Perchè in un’epoca di precarietà radicale, in cui è difficile riconoscere il proletariato nel senso classico (e ormai un po’ sbiadito) del termine, la categoria di “dannato” – che lui aveva coniato per i colonizzati ma che va benissimo anche per noi – ci aiuta a comprendere e analizzare la condizione degli oppressi, oggi. 2 – Perchè “estendendo” (questo è il termine che usava lui) le categorie del marxismo ci aiuta a capire che le battaglie per la dignità, per il riconoscimento, per il salario, per l’esistenza, addirittura per l’amore, non sono che un’unica lotta. 3 – Perchè de-individualizzando la questione della “follia” ci insegna che la salute mentale non è solo un problema collettivo e sociale, ma eminentemente politico. #frantzfanon
Il 6 dicembre del 1961, esattamente 60 anni, fa moriva Frantz Fanon, il mio rivoluzionario del cuore ❤ 🔥 Perchè dovremmo leggerlo e rileggerlo oggi? Ci sono almeno 3 buone ragioni: 1 – Perchè in un’epoca di precarietà radicale, in cui è difficile riconoscere il proletariato nel senso classico (e ormai un po’ sbiadito) del termine, la categoria di “dannato” – che lui aveva coniato per i colonizzati ma che va benissimo anche per noi – ci aiuta a comprendere e analizzare la condizione degli oppressi, oggi. 2 – Perchè “estendendo” (questo è il termine che usava lui) le categorie del marxismo ci aiuta a capire che le battaglie per la dignità, per il riconoscimento, per il salario, per l’esistenza, addirittura per l’amore, non sono che un’unica lotta. 3 – Perchè de-individualizzando la questione della “follia” ci insegna che la salute mentale non è solo un problema collettivo e sociale, ma eminentemente politico. #frantzfanon
Il 6 dicembre del 1961, esattamente 60 anni, fa moriva Frantz Fanon, il mio rivoluzionario del cuore ❤ 🔥 Perchè dovremmo leggerlo e rileggerlo oggi? Ci sono almeno 3 buone ragioni: 1 – Perchè in un’epoca di precarietà radicale, in cui è difficile riconoscere il proletariato nel senso classico (e ormai un po’ sbiadito) del termine, la categoria di “dannato” – che lui aveva coniato per i colonizzati ma che va benissimo anche per noi – ci aiuta a comprendere e analizzare la condizione degli oppressi, oggi. 2 – Perchè “estendendo” (questo è il termine che usava lui) le categorie del marxismo ci aiuta a capire che le battaglie per la dignità, per il riconoscimento, per il salario, per l’esistenza, addirittura per l’amore, non sono che un’unica lotta. 3 – Perchè de-individualizzando la questione della “follia” ci insegna che la salute mentale non è solo un problema collettivo e sociale, ma eminentemente politico. #frantzfanon
Il 6 dicembre del 1961, esattamente 60 anni, fa moriva Frantz Fanon, il mio rivoluzionario del cuore ❤ 🔥 Perchè dovremmo leggerlo e rileggerlo oggi? Ci sono almeno 3 buone ragioni: 1 – Perchè in un’epoca di precarietà radicale, in cui è difficile riconoscere il proletariato nel senso classico (e ormai un po’ sbiadito) del termine, la categoria di “dannato” – che lui aveva coniato per i colonizzati ma che va benissimo anche per noi – ci aiuta a comprendere e analizzare la condizione degli oppressi, oggi. 2 – Perchè “estendendo” (questo è il termine che usava lui) le categorie del marxismo ci aiuta a capire che le battaglie per la dignità, per il riconoscimento, per il salario, per l’esistenza, addirittura per l’amore, non sono che un’unica lotta. 3 – Perchè de-individualizzando la questione della “follia” ci insegna che la salute mentale non è solo un problema collettivo e sociale, ma eminentemente politico. #frantzfanon
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Il 6 dicembre del 1961, esattamente 60 anni, fa moriva Frantz Fanon, il mio rivoluzionario del cuore ❤ 🔥 Perchè dovremmo leggerlo e rileggerlo oggi? Ci sono almeno 3 buone ragioni: 1 – Perchè in un’epoca di precarietà radicale, in cui è difficile riconoscere il proletariato nel senso classico (e ormai un po’ sbiadito) del termine, la categoria di “dannato” – che lui aveva coniato per i colonizzati ma che va benissimo anche per noi – ci aiuta a comprendere e analizzare la condizione degli oppressi, oggi. 2 – Perchè “estendendo” (questo è il termine che usava lui) le categorie del marxismo ci aiuta a capire che le battaglie per la dignità, per il riconoscimento, per il salario, per l’esistenza, addirittura per l’amore, non sono che un’unica lotta. 3 – Perchè de-individualizzando la questione della “follia” ci insegna che la salute mentale non è solo un problema collettivo e sociale, ma eminentemente politico. #frantzfanon
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IL PROVVEDIMENTO CONTRO LE DELOCALIZZAZIONI C’È GIÀ, è stato scritto con gli operai del @collettivofabbricagkn e presentato dal senatore di @_poterealpopolo @matteo.mantero, E’ IN VOTAZIONE ALLA COMMISSIONE BILANCIO DEL SENATO DA OGGI A VENERDI’. Ora non vi resta che votarlo, buffoni.
@_poterealpopolo ✊🔥
@erm.anna17 ok, ci sono, il tatuaggio l’ho scelto, grazie. 🎁🎄
La revoca dei domiciliari per Emilio è una vera e propria intimidazione nei confronti di chi lotta e una violazione dei diritti umani. @notav.info
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