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Veronica Gentili Instagram - Mi hai chiamata? 

@redazioneiene 

@francescagiulini_pro 
@marina_marcuccetti 
@susanna_ausoni 
@federica_peluso__
Veronica Gentili Instagram - Se questa vita è stupida, è più stupida senza te.
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Veronica Gentili Instagram - E così siamo arrivati all’ultima puntata prenatalizia… 
E al posto dell’albero ci sono io 🤪🎄 

@redazioneiene 

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@marina_marcuccetti 
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Veronica Gentili Instagram - E così siamo arrivati all’ultima puntata prenatalizia… 
E al posto dell’albero ci sono io 🤪🎄 

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E al posto dell’albero ci sono io 🤪🎄 

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E al posto dell’albero ci sono io 🤪🎄 

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Veronica Gentili Instagram - A questo punto direi che ci siamo davvero. 
E ci auguriamo che quest’isla sia davvero bonita. 
Noi ce la metteremo tutta! ❤️
Veronica Gentili Instagram - Tokyo è un mistero: una gigantesca quantità di elementi perfettamente ordinati che sommati tra loro generano il caos. Ma un caos logico, indiscutibile: un’entropia talmente ragionata da diventare perfetta. 
È come una macchina con gli abbaglianti che ti viene incontro a tutta velocità contromano, ma un attimo prima dell’impatto sterza chirurgicamente e non ti sfiora nemmeno. 
Le senti dentro tutto lo zelo, la disciplina, l’imprevedibilità, la gentilezza, la maniacalitá, la schematicità e la follia di coloro che la abitano. 
È una metropoli di formiche volenterose, che svolgono alacremente le proprie mansioni con il massimo del rigore, ma che appena svoltato l’angolo sono pronte a trasformarsi in cicale che cantano a squarciagola, dimentiche della moderazione e del giudizio altrui. 
È una sinfonia di allegri, andanti, adagi, allegri, presti di cui è impossibile prevedere l’ordine, che ti rapiscono le orecchie e ti confondono la testa. 
Tokyo da sola vale il viaggio. E vale il desiderio di tornarci ancora. Anche solo per continuare l’esercizio impossibile di cercare di capirla, pur sapendo che il suo fascino sta proprio nel fatto che non ci si potrà riuscire.
Veronica Gentili Instagram - Tokyo è un mistero: una gigantesca quantità di elementi perfettamente ordinati che sommati tra loro generano il caos. Ma un caos logico, indiscutibile: un’entropia talmente ragionata da diventare perfetta. 
È come una macchina con gli abbaglianti che ti viene incontro a tutta velocità contromano, ma un attimo prima dell’impatto sterza chirurgicamente e non ti sfiora nemmeno. 
Le senti dentro tutto lo zelo, la disciplina, l’imprevedibilità, la gentilezza, la maniacalitá, la schematicità e la follia di coloro che la abitano. 
È una metropoli di formiche volenterose, che svolgono alacremente le proprie mansioni con il massimo del rigore, ma che appena svoltato l’angolo sono pronte a trasformarsi in cicale che cantano a squarciagola, dimentiche della moderazione e del giudizio altrui. 
È una sinfonia di allegri, andanti, adagi, allegri, presti di cui è impossibile prevedere l’ordine, che ti rapiscono le orecchie e ti confondono la testa. 
Tokyo da sola vale il viaggio. E vale il desiderio di tornarci ancora. Anche solo per continuare l’esercizio impossibile di cercare di capirla, pur sapendo che il suo fascino sta proprio nel fatto che non ci si potrà riuscire.
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Veronica Gentili Instagram - Qui in Giappone siamo già nel 2026… e allora visto che vi parlo dal futuro datemi retta. 
Il 2025 mi ha insegnato che non abbiamo idea della forza di cui siamo capaci finché non siamo obbligati a tirarla fuori Quindi, tra un’ansia di qua e una paura di lá, vi dico: confidate nelle risorse che non sapete ancora di avere. 
E poi vi dico un’altra cosa: ci dicono sempre che le uniche cose che contano davvero sono quelle importanti. 
È verissimo. Solo che nessuno sa davvero cosa sia importante per noi, e soprattutto nessuno può decretarlo al posto nostro. 
E allora tenetevi stretto quello che per voi è importante e difendetelo, anche se per gli altri è una scemenza. 
Perché ognuno ha le priorità che si è scelto e che la vita gli ha consegnato, e gli altri non ne sanno nulla. 
Buon anno amici. Che sia un anno di forze impreviste e di cose soggettivamente importanti da difendere.
Veronica Gentili Instagram - Si ricomincia alla grande 💃🏻🕺🏿

@redazioneiene 

@francescagiulini_pro 
@marina_marcuccetti 
@susanna_ausoni 
@federica_peluso__
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Veronica Gentili Instagram - Questo è quello che succede ad un’inguaribile ottimista che dopo cinque anni ancora crede di potersi fare una foto con Palmiro. 
(Nessun gatto è stato maltrattato per la NON realizzazione di queste foto. Non si può affermare altrettanto dell’incauta genitrice)
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(Nessun gatto è stato maltrattato per la NON realizzazione di queste foto. Non si può affermare altrettanto dell’incauta genitrice)
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(Nessun gatto è stato maltrattato per la NON realizzazione di queste foto. Non si può affermare altrettanto dell’incauta genitrice)
Veronica Gentili Instagram - Questo è quello che succede ad un’inguaribile ottimista che dopo cinque anni ancora crede di potersi fare una foto con Palmiro. 
(Nessun gatto è stato maltrattato per la NON realizzazione di queste foto. Non si può affermare altrettanto dell’incauta genitrice)
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Veronica Gentili Instagram - Oggi sono stata a Nara, antica capitale del Giappone, a mezzora di treno da Kyoto e considerata la culla della cultura giapponese. 
Purtroppo però tutto questo, nella mia gerarchia, è immediatamente passato in secondo piano di fronte agli occhioni dei cervi che passeggiano liberi a spasso per il parco e che ti vengono incontro per fare amicizia ( sí lo so che vogliono le gallette di riso, di cui chiaramente mi sono subito munita, ma d’altronde in quale amicizia non è richiesto un po’ di sano do ut des?! ). 
Nel parco ci sono 1200 esemplari sparsi che se ne vanno in giro tra la gente. Tutti i giapponesi e i turisti che sono lì per visitare il Tempio Todaji, dove pregare o ammirare il Grande Buddha, finiscono irretiti da questi Bambi che scorrazzano dappertutto, finendo quasi per dimenticarsi dove stavano andando. Io poi, che ve lo dico a fare. 
La cosa fantastica è che i piccoli seduttori hanno imparato a fare l’inchino per ringraziare, quindi, se per caso tu non ti fossi già squagliato così, ti vengono incontro e si profondono in riverenze. A breve mi aspetto che imparino anche a rispondere ‘arigatou gozaimasu’ ad ogni morso di galletta. 
Dall’interno del tempio, dai suoi 15 metri di altezza, Buddha sorride sotto i baffi e aspetta che la parentesi cervi si concluda spontaneamente. 
Pare venga da qui la proverbiale calma buddhista.
Veronica Gentili Instagram - Oggi sono stata a Nara, antica capitale del Giappone, a mezzora di treno da Kyoto e considerata la culla della cultura giapponese. 
Purtroppo però tutto questo, nella mia gerarchia, è immediatamente passato in secondo piano di fronte agli occhioni dei cervi che passeggiano liberi a spasso per il parco e che ti vengono incontro per fare amicizia ( sí lo so che vogliono le gallette di riso, di cui chiaramente mi sono subito munita, ma d’altronde in quale amicizia non è richiesto un po’ di sano do ut des?! ). 
Nel parco ci sono 1200 esemplari sparsi che se ne vanno in giro tra la gente. Tutti i giapponesi e i turisti che sono lì per visitare il Tempio Todaji, dove pregare o ammirare il Grande Buddha, finiscono irretiti da questi Bambi che scorrazzano dappertutto, finendo quasi per dimenticarsi dove stavano andando. Io poi, che ve lo dico a fare. 
La cosa fantastica è che i piccoli seduttori hanno imparato a fare l’inchino per ringraziare, quindi, se per caso tu non ti fossi già squagliato così, ti vengono incontro e si profondono in riverenze. A breve mi aspetto che imparino anche a rispondere ‘arigatou gozaimasu’ ad ogni morso di galletta. 
Dall’interno del tempio, dai suoi 15 metri di altezza, Buddha sorride sotto i baffi e aspetta che la parentesi cervi si concluda spontaneamente. 
Pare venga da qui la proverbiale calma buddhista.
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Purtroppo però tutto questo, nella mia gerarchia, è immediatamente passato in secondo piano di fronte agli occhioni dei cervi che passeggiano liberi a spasso per il parco e che ti vengono incontro per fare amicizia ( sí lo so che vogliono le gallette di riso, di cui chiaramente mi sono subito munita, ma d’altronde in quale amicizia non è richiesto un po’ di sano do ut des?! ). 
Nel parco ci sono 1200 esemplari sparsi che se ne vanno in giro tra la gente. Tutti i giapponesi e i turisti che sono lì per visitare il Tempio Todaji, dove pregare o ammirare il Grande Buddha, finiscono irretiti da questi Bambi che scorrazzano dappertutto, finendo quasi per dimenticarsi dove stavano andando. Io poi, che ve lo dico a fare. 
La cosa fantastica è che i piccoli seduttori hanno imparato a fare l’inchino per ringraziare, quindi, se per caso tu non ti fossi già squagliato così, ti vengono incontro e si profondono in riverenze. A breve mi aspetto che imparino anche a rispondere ‘arigatou gozaimasu’ ad ogni morso di galletta. 
Dall’interno del tempio, dai suoi 15 metri di altezza, Buddha sorride sotto i baffi e aspetta che la parentesi cervi si concluda spontaneamente. 
Pare venga da qui la proverbiale calma buddhista.
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Purtroppo però tutto questo, nella mia gerarchia, è immediatamente passato in secondo piano di fronte agli occhioni dei cervi che passeggiano liberi a spasso per il parco e che ti vengono incontro per fare amicizia ( sí lo so che vogliono le gallette di riso, di cui chiaramente mi sono subito munita, ma d’altronde in quale amicizia non è richiesto un po’ di sano do ut des?! ). 
Nel parco ci sono 1200 esemplari sparsi che se ne vanno in giro tra la gente. Tutti i giapponesi e i turisti che sono lì per visitare il Tempio Todaji, dove pregare o ammirare il Grande Buddha, finiscono irretiti da questi Bambi che scorrazzano dappertutto, finendo quasi per dimenticarsi dove stavano andando. Io poi, che ve lo dico a fare. 
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Dall’interno del tempio, dai suoi 15 metri di altezza, Buddha sorride sotto i baffi e aspetta che la parentesi cervi si concluda spontaneamente. 
Pare venga da qui la proverbiale calma buddhista.
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La cosa fantastica è che i piccoli seduttori hanno imparato a fare l’inchino per ringraziare, quindi, se per caso tu non ti fossi già squagliato così, ti vengono incontro e si profondono in riverenze. A breve mi aspetto che imparino anche a rispondere ‘arigatou gozaimasu’ ad ogni morso di galletta. 
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Purtroppo però tutto questo, nella mia gerarchia, è immediatamente passato in secondo piano di fronte agli occhioni dei cervi che passeggiano liberi a spasso per il parco e che ti vengono incontro per fare amicizia ( sí lo so che vogliono le gallette di riso, di cui chiaramente mi sono subito munita, ma d’altronde in quale amicizia non è richiesto un po’ di sano do ut des?! ). 
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Purtroppo però tutto questo, nella mia gerarchia, è immediatamente passato in secondo piano di fronte agli occhioni dei cervi che passeggiano liberi a spasso per il parco e che ti vengono incontro per fare amicizia ( sí lo so che vogliono le gallette di riso, di cui chiaramente mi sono subito munita, ma d’altronde in quale amicizia non è richiesto un po’ di sano do ut des?! ). 
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La cosa fantastica è che i piccoli seduttori hanno imparato a fare l’inchino per ringraziare, quindi, se per caso tu non ti fossi già squagliato così, ti vengono incontro e si profondono in riverenze. A breve mi aspetto che imparino anche a rispondere ‘arigatou gozaimasu’ ad ogni morso di galletta. 
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Veronica Gentili Instagram - Oggi sono stata a Nara, antica capitale del Giappone, a mezzora di treno da Kyoto e considerata la culla della cultura giapponese. 
Purtroppo però tutto questo, nella mia gerarchia, è immediatamente passato in secondo piano di fronte agli occhioni dei cervi che passeggiano liberi a spasso per il parco e che ti vengono incontro per fare amicizia ( sí lo so che vogliono le gallette di riso, di cui chiaramente mi sono subito munita, ma d’altronde in quale amicizia non è richiesto un po’ di sano do ut des?! ). 
Nel parco ci sono 1200 esemplari sparsi che se ne vanno in giro tra la gente. Tutti i giapponesi e i turisti che sono lì per visitare il Tempio Todaji, dove pregare o ammirare il Grande Buddha, finiscono irretiti da questi Bambi che scorrazzano dappertutto, finendo quasi per dimenticarsi dove stavano andando. Io poi, che ve lo dico a fare. 
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Purtroppo però tutto questo, nella mia gerarchia, è immediatamente passato in secondo piano di fronte agli occhioni dei cervi che passeggiano liberi a spasso per il parco e che ti vengono incontro per fare amicizia ( sí lo so che vogliono le gallette di riso, di cui chiaramente mi sono subito munita, ma d’altronde in quale amicizia non è richiesto un po’ di sano do ut des?! ). 
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Pare venga da qui la proverbiale calma buddhista.
Veronica Gentili Instagram - Fuori piove, è un mondo freddo. 
(Solo a volte però)
Veronica Gentili Instagram - Fuori piove, è un mondo freddo. 
(Solo a volte però)
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(Solo a volte però)
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(Solo a volte però)
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(Solo a volte però)
Veronica Gentili Instagram - Il Natale è sacro. Non solo religiosamente parlando. Non soltanto per chi crede. Il Natale è sacro nella sua solennità intoccabile, nella sua romantica e spietata ineluttabilità. 
È sacro perché quando sta per arrivare ci turba, ci fa tremare il cuore, ci rallegra, c’intristisce, c’inquieta, ci fa tirare somme, riflettere sugli altri e su noi stessi, su quello che abbiamo e su quello che non abbiamo, su quello che avevamo e non abbiamo più, su quello che avremo e su quello che non avremo mai. 
Lo sentiamo nelle vene che è una cosa seria, che col Natale non si scherza, che dentro tutto si scuote: lo sentiamo anche quando non lo vogliamo ammettere e ci fingiamo cinici e disincantati. Basta la melodia di qualche canzoncina natalizia per aprire dentro voragini. Nel bene e nel male. Per toglierci uno strato di pelle. Per farci sentire stupiti e per farci avvicinare in punta di piedi. 
Entrare nel Natale è come entrare in una grande cattedrale durante la celebrazione di una messa. Credenti o meno non cambia, ci si avvicina all’altare in silenzio e con il passo leggero per mostrare rispetto verso qualcosa che non possiamo non riconoscere come grande. 
E, devo dire, che in questi tempi in cui avvertire la potenza della sacralità è tanto raro, sentirsi emozionati e un po’ bambini, è un’occasione preziosa per sentirsi ancora vivi. 
Buon Natale di cuore a tutti.
Veronica Gentili Instagram - «Vogliamo far emergere l’umanità delle persone. La grande chance è poter togliere ai concorrenti l’armatura della notorietà e scoprirli in quanto persone» 🏝️

Dal 7 maggio @veronicagentili sarà alla conduzione della nuova edizione de @isoladeifamosi su Canale 5: «Porterò la mia curiosità verso le persone e quello che succede nella loro testa, anima, cuore e spirito».

Insieme alla giornalista ritornerà @simonaventura: «Sono l’unica la ondo che ha fatto tutti e tre i ruoli: naufraga, conduttrice e ora… opinionista! È un programma imprevedibile e sarò di appoggio». E dall’Honduras l’inviato @pierpaolopretelliofficial: «Sono felicissimo! Ho studiato e so quello che mi aspetta».

Vi aspettiamo domani in edicola ✨

📸 @iwanpalombi 
#tvsorrisi #tvsorrisiecanzoni #Isoladeifamosi #copertina #Canale5 #Honduras
Veronica Gentili Instagram - I giapponesi sono di una gentilezza quasi incredibile. Nonostante appaiano schivi e riservati, e molto di rado siano loro a cercare il primo contatto visivo o parlato, non appena sei tu ad avvicinarti, si mostrano di una disponibilità assoluta. La loro gentilezza è talmente estrema che se chiedi un’indicazione per strada, anche se non parlano una parola d’inglese, si fermano, stanno mezzora a cercare di capire cosa stai dicendo, e alla fine ti accompagnano fisicamente per essere sicuri che tu abbia capito. Quindi, quando chiedi un’indicazione, devi mettere in conto un potenziale pit stop di venti minuti, perché se li saluti senza che siano riusciti ad aiutarti, gli provochi una frustrazione terribile. E il loro dispiacere, a tua volta, ti genera un senso di colpa con cui poi devi convivere tutta la giornata. Perciò, quando ti chiedi perché loro non ti guardino mai in faccia e tengano lo sguardo basso, ecco la risposta: temono che tu li avvicini per chiedere un’informazione, perché sanno che la loro coscienza gli impedirà di abbandonarti fino a che il problema non sarà risolto, e potresti tranquillamente fargli perdere mezza giornata di lavoro. 
Ma qui funziona così: quando il senso civico chiama il Giappone risponde.
Veronica Gentili Instagram - I giapponesi sono di una gentilezza quasi incredibile. Nonostante appaiano schivi e riservati, e molto di rado siano loro a cercare il primo contatto visivo o parlato, non appena sei tu ad avvicinarti, si mostrano di una disponibilità assoluta. La loro gentilezza è talmente estrema che se chiedi un’indicazione per strada, anche se non parlano una parola d’inglese, si fermano, stanno mezzora a cercare di capire cosa stai dicendo, e alla fine ti accompagnano fisicamente per essere sicuri che tu abbia capito. Quindi, quando chiedi un’indicazione, devi mettere in conto un potenziale pit stop di venti minuti, perché se li saluti senza che siano riusciti ad aiutarti, gli provochi una frustrazione terribile. E il loro dispiacere, a tua volta, ti genera un senso di colpa con cui poi devi convivere tutta la giornata. Perciò, quando ti chiedi perché loro non ti guardino mai in faccia e tengano lo sguardo basso, ecco la risposta: temono che tu li avvicini per chiedere un’informazione, perché sanno che la loro coscienza gli impedirà di abbandonarti fino a che il problema non sarà risolto, e potresti tranquillamente fargli perdere mezza giornata di lavoro. 
Ma qui funziona così: quando il senso civico chiama il Giappone risponde.
Veronica Gentili Instagram - I giapponesi sono di una gentilezza quasi incredibile. Nonostante appaiano schivi e riservati, e molto di rado siano loro a cercare il primo contatto visivo o parlato, non appena sei tu ad avvicinarti, si mostrano di una disponibilità assoluta. La loro gentilezza è talmente estrema che se chiedi un’indicazione per strada, anche se non parlano una parola d’inglese, si fermano, stanno mezzora a cercare di capire cosa stai dicendo, e alla fine ti accompagnano fisicamente per essere sicuri che tu abbia capito. Quindi, quando chiedi un’indicazione, devi mettere in conto un potenziale pit stop di venti minuti, perché se li saluti senza che siano riusciti ad aiutarti, gli provochi una frustrazione terribile. E il loro dispiacere, a tua volta, ti genera un senso di colpa con cui poi devi convivere tutta la giornata. Perciò, quando ti chiedi perché loro non ti guardino mai in faccia e tengano lo sguardo basso, ecco la risposta: temono che tu li avvicini per chiedere un’informazione, perché sanno che la loro coscienza gli impedirà di abbandonarti fino a che il problema non sarà risolto, e potresti tranquillamente fargli perdere mezza giornata di lavoro. 
Ma qui funziona così: quando il senso civico chiama il Giappone risponde.
Veronica Gentili Instagram - I giapponesi sono di una gentilezza quasi incredibile. Nonostante appaiano schivi e riservati, e molto di rado siano loro a cercare il primo contatto visivo o parlato, non appena sei tu ad avvicinarti, si mostrano di una disponibilità assoluta. La loro gentilezza è talmente estrema che se chiedi un’indicazione per strada, anche se non parlano una parola d’inglese, si fermano, stanno mezzora a cercare di capire cosa stai dicendo, e alla fine ti accompagnano fisicamente per essere sicuri che tu abbia capito. Quindi, quando chiedi un’indicazione, devi mettere in conto un potenziale pit stop di venti minuti, perché se li saluti senza che siano riusciti ad aiutarti, gli provochi una frustrazione terribile. E il loro dispiacere, a tua volta, ti genera un senso di colpa con cui poi devi convivere tutta la giornata. Perciò, quando ti chiedi perché loro non ti guardino mai in faccia e tengano lo sguardo basso, ecco la risposta: temono che tu li avvicini per chiedere un’informazione, perché sanno che la loro coscienza gli impedirà di abbandonarti fino a che il problema non sarà risolto, e potresti tranquillamente fargli perdere mezza giornata di lavoro. 
Ma qui funziona così: quando il senso civico chiama il Giappone risponde.
Veronica Gentili Instagram - I giapponesi sono di una gentilezza quasi incredibile. Nonostante appaiano schivi e riservati, e molto di rado siano loro a cercare il primo contatto visivo o parlato, non appena sei tu ad avvicinarti, si mostrano di una disponibilità assoluta. La loro gentilezza è talmente estrema che se chiedi un’indicazione per strada, anche se non parlano una parola d’inglese, si fermano, stanno mezzora a cercare di capire cosa stai dicendo, e alla fine ti accompagnano fisicamente per essere sicuri che tu abbia capito. Quindi, quando chiedi un’indicazione, devi mettere in conto un potenziale pit stop di venti minuti, perché se li saluti senza che siano riusciti ad aiutarti, gli provochi una frustrazione terribile. E il loro dispiacere, a tua volta, ti genera un senso di colpa con cui poi devi convivere tutta la giornata. Perciò, quando ti chiedi perché loro non ti guardino mai in faccia e tengano lo sguardo basso, ecco la risposta: temono che tu li avvicini per chiedere un’informazione, perché sanno che la loro coscienza gli impedirà di abbandonarti fino a che il problema non sarà risolto, e potresti tranquillamente fargli perdere mezza giornata di lavoro. 
Ma qui funziona così: quando il senso civico chiama il Giappone risponde.
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Ma qui funziona così: quando il senso civico chiama il Giappone risponde.
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Ma qui funziona così: quando il senso civico chiama il Giappone risponde.
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Ma qui funziona così: quando il senso civico chiama il Giappone risponde.
Veronica Gentili Instagram - I giapponesi sono di una gentilezza quasi incredibile. Nonostante appaiano schivi e riservati, e molto di rado siano loro a cercare il primo contatto visivo o parlato, non appena sei tu ad avvicinarti, si mostrano di una disponibilità assoluta. La loro gentilezza è talmente estrema che se chiedi un’indicazione per strada, anche se non parlano una parola d’inglese, si fermano, stanno mezzora a cercare di capire cosa stai dicendo, e alla fine ti accompagnano fisicamente per essere sicuri che tu abbia capito. Quindi, quando chiedi un’indicazione, devi mettere in conto un potenziale pit stop di venti minuti, perché se li saluti senza che siano riusciti ad aiutarti, gli provochi una frustrazione terribile. E il loro dispiacere, a tua volta, ti genera un senso di colpa con cui poi devi convivere tutta la giornata. Perciò, quando ti chiedi perché loro non ti guardino mai in faccia e tengano lo sguardo basso, ecco la risposta: temono che tu li avvicini per chiedere un’informazione, perché sanno che la loro coscienza gli impedirà di abbandonarti fino a che il problema non sarà risolto, e potresti tranquillamente fargli perdere mezza giornata di lavoro. 
Ma qui funziona così: quando il senso civico chiama il Giappone risponde.
Veronica Gentili Instagram - I giapponesi sono di una gentilezza quasi incredibile. Nonostante appaiano schivi e riservati, e molto di rado siano loro a cercare il primo contatto visivo o parlato, non appena sei tu ad avvicinarti, si mostrano di una disponibilità assoluta. La loro gentilezza è talmente estrema che se chiedi un’indicazione per strada, anche se non parlano una parola d’inglese, si fermano, stanno mezzora a cercare di capire cosa stai dicendo, e alla fine ti accompagnano fisicamente per essere sicuri che tu abbia capito. Quindi, quando chiedi un’indicazione, devi mettere in conto un potenziale pit stop di venti minuti, perché se li saluti senza che siano riusciti ad aiutarti, gli provochi una frustrazione terribile. E il loro dispiacere, a tua volta, ti genera un senso di colpa con cui poi devi convivere tutta la giornata. Perciò, quando ti chiedi perché loro non ti guardino mai in faccia e tengano lo sguardo basso, ecco la risposta: temono che tu li avvicini per chiedere un’informazione, perché sanno che la loro coscienza gli impedirà di abbandonarti fino a che il problema non sarà risolto, e potresti tranquillamente fargli perdere mezza giornata di lavoro. 
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Veronica Gentili - 18.3K Likes - Mi hai chiamata? 

@redazioneiene 

@francescagiulini_pro 
@marina_marcuccetti 
@susanna_ausoni 
@federica_peluso__

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Caption : Mi hai chiamata? @redazioneiene @francescagiulini_pro @marina_marcuccetti @susanna_ausoni @federica_peluso__
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Veronica Gentili - 18.1K Likes - Se questa vita è stupida, è più stupida senza te.

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Veronica Gentili - 14.2K Likes - E così siamo arrivati all’ultima puntata prenatalizia… 
E al posto dell’albero ci sono io 🤪🎄 

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@marina_marcuccetti 
@susanna_ausoni 
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Veronica Gentili - 13.8K Likes - A questo punto direi che ci siamo davvero. 
E ci auguriamo che quest’isla sia davvero bonita. 
Noi ce la metteremo tutta! ❤️

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Caption : A questo punto direi che ci siamo davvero. E ci auguriamo che quest’isla sia davvero bonita. Noi ce la metteremo tutta! ❤️
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Veronica Gentili - 11.8K Likes - Tokyo è un mistero: una gigantesca quantità di elementi perfettamente ordinati che sommati tra loro generano il caos. Ma un caos logico, indiscutibile: un’entropia talmente ragionata da diventare perfetta. 
È come una macchina con gli abbaglianti che ti viene incontro a tutta velocità contromano, ma un attimo prima dell’impatto sterza chirurgicamente e non ti sfiora nemmeno. 
Le senti dentro tutto lo zelo, la disciplina, l’imprevedibilità, la gentilezza, la maniacalitá, la schematicità e la follia di coloro che la abitano. 
È una metropoli di formiche volenterose, che svolgono alacremente le proprie mansioni con il massimo del rigore, ma che appena svoltato l’angolo sono pronte a trasformarsi in cicale che cantano a squarciagola, dimentiche della moderazione e del giudizio altrui. 
È una sinfonia di allegri, andanti, adagi, allegri, presti di cui è impossibile prevedere l’ordine, che ti rapiscono le orecchie e ti confondono la testa. 
Tokyo da sola vale il viaggio. E vale il desiderio di tornarci ancora. Anche solo per continuare l’esercizio impossibile di cercare di capirla, pur sapendo che il suo fascino sta proprio nel fatto che non ci si potrà riuscire.

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È una metropoli di formiche volenterose, che svolgono alacremente le proprie mansioni con il massimo del rigore, ma che appena svoltato l’angolo sono pronte a trasformarsi in cicale che cantano a squarciagola, dimentiche della moderazione e del giudizio altrui. 
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Le senti dentro tutto lo zelo, la disciplina, l’imprevedibilità, la gentilezza, la maniacalitá, la schematicità e la follia di coloro che la abitano. 
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Caption : Tokyo è un mistero: una gigantesca quantità di elementi perfettamente ordinati che sommati tra loro generano il caos. Ma un caos logico, indiscutibile: un’entropia talmente ragionata da diventare perfetta. È come una macchina con gli abbaglianti che ti viene incontro a tutta velocità contromano, ma un attimo prima dell’impatto sterza chirurgicamente e non ti sfiora nemmeno. Le senti dentro tutto lo zelo, la disciplina, l’imprevedibilità, la gentilezza, la maniacalitá, la schematicità e la follia di coloro che la abitano. È una metropoli di formiche volenterose, che svolgono alacremente le proprie mansioni con il massimo del rigore, ma che appena svoltato l’angolo sono pronte a trasformarsi in cicale che cantano a squarciagola, dimentiche della moderazione e del giudizio altrui. È una sinfonia di allegri, andanti, adagi, allegri, presti di cui è impossibile prevedere l’ordine, che ti rapiscono le orecchie e ti confondono la testa. Tokyo da sola vale il viaggio. E vale il desiderio di tornarci ancora. Anche solo per continuare l’esercizio impossibile di cercare di capirla, pur sapendo che il suo fascino sta proprio nel fatto che non ci si potrà riuscire.
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Veronica Gentili - 11.8K Likes - Tokyo è un mistero: una gigantesca quantità di elementi perfettamente ordinati che sommati tra loro generano il caos. Ma un caos logico, indiscutibile: un’entropia talmente ragionata da diventare perfetta. 
È come una macchina con gli abbaglianti che ti viene incontro a tutta velocità contromano, ma un attimo prima dell’impatto sterza chirurgicamente e non ti sfiora nemmeno. 
Le senti dentro tutto lo zelo, la disciplina, l’imprevedibilità, la gentilezza, la maniacalitá, la schematicità e la follia di coloro che la abitano. 
È una metropoli di formiche volenterose, che svolgono alacremente le proprie mansioni con il massimo del rigore, ma che appena svoltato l’angolo sono pronte a trasformarsi in cicale che cantano a squarciagola, dimentiche della moderazione e del giudizio altrui. 
È una sinfonia di allegri, andanti, adagi, allegri, presti di cui è impossibile prevedere l’ordine, che ti rapiscono le orecchie e ti confondono la testa. 
Tokyo da sola vale il viaggio. E vale il desiderio di tornarci ancora. Anche solo per continuare l’esercizio impossibile di cercare di capirla, pur sapendo che il suo fascino sta proprio nel fatto che non ci si potrà riuscire.

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Le senti dentro tutto lo zelo, la disciplina, l’imprevedibilità, la gentilezza, la maniacalitá, la schematicità e la follia di coloro che la abitano. 
È una metropoli di formiche volenterose, che svolgono alacremente le proprie mansioni con il massimo del rigore, ma che appena svoltato l’angolo sono pronte a trasformarsi in cicale che cantano a squarciagola, dimentiche della moderazione e del giudizio altrui. 
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Le senti dentro tutto lo zelo, la disciplina, l’imprevedibilità, la gentilezza, la maniacalitá, la schematicità e la follia di coloro che la abitano. 
È una metropoli di formiche volenterose, che svolgono alacremente le proprie mansioni con il massimo del rigore, ma che appena svoltato l’angolo sono pronte a trasformarsi in cicale che cantano a squarciagola, dimentiche della moderazione e del giudizio altrui. 
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È una metropoli di formiche volenterose, che svolgono alacremente le proprie mansioni con il massimo del rigore, ma che appena svoltato l’angolo sono pronte a trasformarsi in cicale che cantano a squarciagola, dimentiche della moderazione e del giudizio altrui. 
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È una metropoli di formiche volenterose, che svolgono alacremente le proprie mansioni con il massimo del rigore, ma che appena svoltato l’angolo sono pronte a trasformarsi in cicale che cantano a squarciagola, dimentiche della moderazione e del giudizio altrui. 
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Le senti dentro tutto lo zelo, la disciplina, l’imprevedibilità, la gentilezza, la maniacalitá, la schematicità e la follia di coloro che la abitano. 
È una metropoli di formiche volenterose, che svolgono alacremente le proprie mansioni con il massimo del rigore, ma che appena svoltato l’angolo sono pronte a trasformarsi in cicale che cantano a squarciagola, dimentiche della moderazione e del giudizio altrui. 
È una sinfonia di allegri, andanti, adagi, allegri, presti di cui è impossibile prevedere l’ordine, che ti rapiscono le orecchie e ti confondono la testa. 
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Veronica Gentili - 11.7K Likes - Qui in Giappone siamo già nel 2026… e allora visto che vi parlo dal futuro datemi retta. 
Il 2025 mi ha insegnato che non abbiamo idea della forza di cui siamo capaci finché non siamo obbligati a tirarla fuori Quindi, tra un’ansia di qua e una paura di lá, vi dico: confidate nelle risorse che non sapete ancora di avere. 
E poi vi dico un’altra cosa: ci dicono sempre che le uniche cose che contano davvero sono quelle importanti. 
È verissimo. Solo che nessuno sa davvero cosa sia importante per noi, e soprattutto nessuno può decretarlo al posto nostro. 
E allora tenetevi stretto quello che per voi è importante e difendetelo, anche se per gli altri è una scemenza. 
Perché ognuno ha le priorità che si è scelto e che la vita gli ha consegnato, e gli altri non ne sanno nulla. 
Buon anno amici. Che sia un anno di forze impreviste e di cose soggettivamente importanti da difendere.

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Caption : Qui in Giappone siamo già nel 2026… e allora visto che vi parlo dal futuro datemi retta. Il 2025 mi ha insegnato che non abbiamo idea della forza di cui siamo capaci finché non siamo obbligati a tirarla fuori Quindi, tra un’ansia di qua e una paura di lá, vi dico: confidate nelle risorse che non sapete ancora di avere. E poi vi dico un’altra cosa: ci dicono sempre che le uniche cose che contano davvero sono quelle importanti. È verissimo. Solo che nessuno sa davvero cosa sia importante per noi, e soprattutto nessuno può decretarlo al posto nostro. E allora tenetevi stretto quello che per voi è importante e difendetelo, anche se per gli altri è una scemenza. Perché ognuno ha le priorità che si è scelto e che la vita gli ha consegnato, e gli altri non ne sanno nulla. Buon anno amici. Che sia un anno di forze impreviste e di cose soggettivamente importanti da difendere.
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Veronica Gentili - 9.5K Likes - Questo è quello che succede ad un’inguaribile ottimista che dopo cinque anni ancora crede di potersi fare una foto con Palmiro. 
(Nessun gatto è stato maltrattato per la NON realizzazione di queste foto. Non si può affermare altrettanto dell’incauta genitrice)

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Caption : Questo è quello che succede ad un’inguaribile ottimista che dopo cinque anni ancora crede di potersi fare una foto con Palmiro. (Nessun gatto è stato maltrattato per la NON realizzazione di queste foto. Non si può affermare altrettanto dell’incauta genitrice)
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(Nessun gatto è stato maltrattato per la NON realizzazione di queste foto. Non si può affermare altrettanto dell’incauta genitrice)

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Caption : Questo è quello che succede ad un’inguaribile ottimista che dopo cinque anni ancora crede di potersi fare una foto con Palmiro. (Nessun gatto è stato maltrattato per la NON realizzazione di queste foto. Non si può affermare altrettanto dell’incauta genitrice)
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Veronica Gentili - 9.5K Likes - Questo è quello che succede ad un’inguaribile ottimista che dopo cinque anni ancora crede di potersi fare una foto con Palmiro. 
(Nessun gatto è stato maltrattato per la NON realizzazione di queste foto. Non si può affermare altrettanto dell’incauta genitrice)

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Veronica Gentili - 9.2K Likes - Oggi sono stata a Nara, antica capitale del Giappone, a mezzora di treno da Kyoto e considerata la culla della cultura giapponese. 
Purtroppo però tutto questo, nella mia gerarchia, è immediatamente passato in secondo piano di fronte agli occhioni dei cervi che passeggiano liberi a spasso per il parco e che ti vengono incontro per fare amicizia ( sí lo so che vogliono le gallette di riso, di cui chiaramente mi sono subito munita, ma d’altronde in quale amicizia non è richiesto un po’ di sano do ut des?! ). 
Nel parco ci sono 1200 esemplari sparsi che se ne vanno in giro tra la gente. Tutti i giapponesi e i turisti che sono lì per visitare il Tempio Todaji, dove pregare o ammirare il Grande Buddha, finiscono irretiti da questi Bambi che scorrazzano dappertutto, finendo quasi per dimenticarsi dove stavano andando. Io poi, che ve lo dico a fare. 
La cosa fantastica è che i piccoli seduttori hanno imparato a fare l’inchino per ringraziare, quindi, se per caso tu non ti fossi già squagliato così, ti vengono incontro e si profondono in riverenze. A breve mi aspetto che imparino anche a rispondere ‘arigatou gozaimasu’ ad ogni morso di galletta. 
Dall’interno del tempio, dai suoi 15 metri di altezza, Buddha sorride sotto i baffi e aspetta che la parentesi cervi si concluda spontaneamente. 
Pare venga da qui la proverbiale calma buddhista.

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Caption : Oggi sono stata a Nara, antica capitale del Giappone, a mezzora di treno da Kyoto e considerata la culla della cultura giapponese. Purtroppo però tutto questo, nella mia gerarchia, è immediatamente passato in secondo piano di fronte agli occhioni dei cervi che passeggiano liberi a spasso per il parco e che ti vengono incontro per fare amicizia ( sí lo so che vogliono le gallette di riso, di cui chiaramente mi sono subito munita, ma d’altronde in quale amicizia non è richiesto un po’ di sano do ut des?! ). Nel parco ci sono 1200 esemplari sparsi che se ne vanno in giro tra la gente. Tutti i giapponesi e i turisti che sono lì per visitare il Tempio Todaji, dove pregare o ammirare il Grande Buddha, finiscono irretiti da questi Bambi che scorrazzano dappertutto, finendo quasi per dimenticarsi dove stavano andando. Io poi, che ve lo dico a fare. La cosa fantastica è che i piccoli seduttori hanno imparato a fare l’inchino per ringraziare, quindi, se per caso tu non ti fossi già squagliato così, ti vengono incontro e si profondono in riverenze. A breve mi aspetto che imparino anche a rispondere ‘arigatou gozaimasu’ ad ogni morso di galletta. Dall’interno del tempio, dai suoi 15 metri di altezza, Buddha sorride sotto i baffi e aspetta che la parentesi cervi si concluda spontaneamente. Pare venga da qui la proverbiale calma buddhista.
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Veronica Gentili - 9.2K Likes - Oggi sono stata a Nara, antica capitale del Giappone, a mezzora di treno da Kyoto e considerata la culla della cultura giapponese. 
Purtroppo però tutto questo, nella mia gerarchia, è immediatamente passato in secondo piano di fronte agli occhioni dei cervi che passeggiano liberi a spasso per il parco e che ti vengono incontro per fare amicizia ( sí lo so che vogliono le gallette di riso, di cui chiaramente mi sono subito munita, ma d’altronde in quale amicizia non è richiesto un po’ di sano do ut des?! ). 
Nel parco ci sono 1200 esemplari sparsi che se ne vanno in giro tra la gente. Tutti i giapponesi e i turisti che sono lì per visitare il Tempio Todaji, dove pregare o ammirare il Grande Buddha, finiscono irretiti da questi Bambi che scorrazzano dappertutto, finendo quasi per dimenticarsi dove stavano andando. Io poi, che ve lo dico a fare. 
La cosa fantastica è che i piccoli seduttori hanno imparato a fare l’inchino per ringraziare, quindi, se per caso tu non ti fossi già squagliato così, ti vengono incontro e si profondono in riverenze. A breve mi aspetto che imparino anche a rispondere ‘arigatou gozaimasu’ ad ogni morso di galletta. 
Dall’interno del tempio, dai suoi 15 metri di altezza, Buddha sorride sotto i baffi e aspetta che la parentesi cervi si concluda spontaneamente. 
Pare venga da qui la proverbiale calma buddhista.

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Caption : Oggi sono stata a Nara, antica capitale del Giappone, a mezzora di treno da Kyoto e considerata la culla della cultura giapponese. Purtroppo però tutto questo, nella mia gerarchia, è immediatamente passato in secondo piano di fronte agli occhioni dei cervi che passeggiano liberi a spasso per il parco e che ti vengono incontro per fare amicizia ( sí lo so che vogliono le gallette di riso, di cui chiaramente mi sono subito munita, ma d’altronde in quale amicizia non è richiesto un po’ di sano do ut des?! ). Nel parco ci sono 1200 esemplari sparsi che se ne vanno in giro tra la gente. Tutti i giapponesi e i turisti che sono lì per visitare il Tempio Todaji, dove pregare o ammirare il Grande Buddha, finiscono irretiti da questi Bambi che scorrazzano dappertutto, finendo quasi per dimenticarsi dove stavano andando. Io poi, che ve lo dico a fare. La cosa fantastica è che i piccoli seduttori hanno imparato a fare l’inchino per ringraziare, quindi, se per caso tu non ti fossi già squagliato così, ti vengono incontro e si profondono in riverenze. A breve mi aspetto che imparino anche a rispondere ‘arigatou gozaimasu’ ad ogni morso di galletta. Dall’interno del tempio, dai suoi 15 metri di altezza, Buddha sorride sotto i baffi e aspetta che la parentesi cervi si concluda spontaneamente. Pare venga da qui la proverbiale calma buddhista.
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Purtroppo però tutto questo, nella mia gerarchia, è immediatamente passato in secondo piano di fronte agli occhioni dei cervi che passeggiano liberi a spasso per il parco e che ti vengono incontro per fare amicizia ( sí lo so che vogliono le gallette di riso, di cui chiaramente mi sono subito munita, ma d’altronde in quale amicizia non è richiesto un po’ di sano do ut des?! ). 
Nel parco ci sono 1200 esemplari sparsi che se ne vanno in giro tra la gente. Tutti i giapponesi e i turisti che sono lì per visitare il Tempio Todaji, dove pregare o ammirare il Grande Buddha, finiscono irretiti da questi Bambi che scorrazzano dappertutto, finendo quasi per dimenticarsi dove stavano andando. Io poi, che ve lo dico a fare. 
La cosa fantastica è che i piccoli seduttori hanno imparato a fare l’inchino per ringraziare, quindi, se per caso tu non ti fossi già squagliato così, ti vengono incontro e si profondono in riverenze. A breve mi aspetto che imparino anche a rispondere ‘arigatou gozaimasu’ ad ogni morso di galletta. 
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Purtroppo però tutto questo, nella mia gerarchia, è immediatamente passato in secondo piano di fronte agli occhioni dei cervi che passeggiano liberi a spasso per il parco e che ti vengono incontro per fare amicizia ( sí lo so che vogliono le gallette di riso, di cui chiaramente mi sono subito munita, ma d’altronde in quale amicizia non è richiesto un po’ di sano do ut des?! ). 
Nel parco ci sono 1200 esemplari sparsi che se ne vanno in giro tra la gente. Tutti i giapponesi e i turisti che sono lì per visitare il Tempio Todaji, dove pregare o ammirare il Grande Buddha, finiscono irretiti da questi Bambi che scorrazzano dappertutto, finendo quasi per dimenticarsi dove stavano andando. Io poi, che ve lo dico a fare. 
La cosa fantastica è che i piccoli seduttori hanno imparato a fare l’inchino per ringraziare, quindi, se per caso tu non ti fossi già squagliato così, ti vengono incontro e si profondono in riverenze. A breve mi aspetto che imparino anche a rispondere ‘arigatou gozaimasu’ ad ogni morso di galletta. 
Dall’interno del tempio, dai suoi 15 metri di altezza, Buddha sorride sotto i baffi e aspetta che la parentesi cervi si concluda spontaneamente. 
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Purtroppo però tutto questo, nella mia gerarchia, è immediatamente passato in secondo piano di fronte agli occhioni dei cervi che passeggiano liberi a spasso per il parco e che ti vengono incontro per fare amicizia ( sí lo so che vogliono le gallette di riso, di cui chiaramente mi sono subito munita, ma d’altronde in quale amicizia non è richiesto un po’ di sano do ut des?! ). 
Nel parco ci sono 1200 esemplari sparsi che se ne vanno in giro tra la gente. Tutti i giapponesi e i turisti che sono lì per visitare il Tempio Todaji, dove pregare o ammirare il Grande Buddha, finiscono irretiti da questi Bambi che scorrazzano dappertutto, finendo quasi per dimenticarsi dove stavano andando. Io poi, che ve lo dico a fare. 
La cosa fantastica è che i piccoli seduttori hanno imparato a fare l’inchino per ringraziare, quindi, se per caso tu non ti fossi già squagliato così, ti vengono incontro e si profondono in riverenze. A breve mi aspetto che imparino anche a rispondere ‘arigatou gozaimasu’ ad ogni morso di galletta. 
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Nel parco ci sono 1200 esemplari sparsi che se ne vanno in giro tra la gente. Tutti i giapponesi e i turisti che sono lì per visitare il Tempio Todaji, dove pregare o ammirare il Grande Buddha, finiscono irretiti da questi Bambi che scorrazzano dappertutto, finendo quasi per dimenticarsi dove stavano andando. Io poi, che ve lo dico a fare. 
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La cosa fantastica è che i piccoli seduttori hanno imparato a fare l’inchino per ringraziare, quindi, se per caso tu non ti fossi già squagliato così, ti vengono incontro e si profondono in riverenze. A breve mi aspetto che imparino anche a rispondere ‘arigatou gozaimasu’ ad ogni morso di galletta. 
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Purtroppo però tutto questo, nella mia gerarchia, è immediatamente passato in secondo piano di fronte agli occhioni dei cervi che passeggiano liberi a spasso per il parco e che ti vengono incontro per fare amicizia ( sí lo so che vogliono le gallette di riso, di cui chiaramente mi sono subito munita, ma d’altronde in quale amicizia non è richiesto un po’ di sano do ut des?! ). 
Nel parco ci sono 1200 esemplari sparsi che se ne vanno in giro tra la gente. Tutti i giapponesi e i turisti che sono lì per visitare il Tempio Todaji, dove pregare o ammirare il Grande Buddha, finiscono irretiti da questi Bambi che scorrazzano dappertutto, finendo quasi per dimenticarsi dove stavano andando. Io poi, che ve lo dico a fare. 
La cosa fantastica è che i piccoli seduttori hanno imparato a fare l’inchino per ringraziare, quindi, se per caso tu non ti fossi già squagliato così, ti vengono incontro e si profondono in riverenze. A breve mi aspetto che imparino anche a rispondere ‘arigatou gozaimasu’ ad ogni morso di galletta. 
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Veronica Gentili - 9.1K Likes - Fuori piove, è un mondo freddo. 
(Solo a volte però)

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Caption : Fuori piove, è un mondo freddo. (Solo a volte però)
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Veronica Gentili - 7.5K Likes - Il Natale è sacro. Non solo religiosamente parlando. Non soltanto per chi crede. Il Natale è sacro nella sua solennità intoccabile, nella sua romantica e spietata ineluttabilità. 
È sacro perché quando sta per arrivare ci turba, ci fa tremare il cuore, ci rallegra, c’intristisce, c’inquieta, ci fa tirare somme, riflettere sugli altri e su noi stessi, su quello che abbiamo e su quello che non abbiamo, su quello che avevamo e non abbiamo più, su quello che avremo e su quello che non avremo mai. 
Lo sentiamo nelle vene che è una cosa seria, che col Natale non si scherza, che dentro tutto si scuote: lo sentiamo anche quando non lo vogliamo ammettere e ci fingiamo cinici e disincantati. Basta la melodia di qualche canzoncina natalizia per aprire dentro voragini. Nel bene e nel male. Per toglierci uno strato di pelle. Per farci sentire stupiti e per farci avvicinare in punta di piedi. 
Entrare nel Natale è come entrare in una grande cattedrale durante la celebrazione di una messa. Credenti o meno non cambia, ci si avvicina all’altare in silenzio e con il passo leggero per mostrare rispetto verso qualcosa che non possiamo non riconoscere come grande. 
E, devo dire, che in questi tempi in cui avvertire la potenza della sacralità è tanto raro, sentirsi emozionati e un po’ bambini, è un’occasione preziosa per sentirsi ancora vivi. 
Buon Natale di cuore a tutti.

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Caption : Il Natale è sacro. Non solo religiosamente parlando. Non soltanto per chi crede. Il Natale è sacro nella sua solennità intoccabile, nella sua romantica e spietata ineluttabilità. È sacro perché quando sta per arrivare ci turba, ci fa tremare il cuore, ci rallegra, c’intristisce, c’inquieta, ci fa tirare somme, riflettere sugli altri e su noi stessi, su quello che abbiamo e su quello che non abbiamo, su quello che avevamo e non abbiamo più, su quello che avremo e su quello che non avremo mai. Lo sentiamo nelle vene che è una cosa seria, che col Natale non si scherza, che dentro tutto si scuote: lo sentiamo anche quando non lo vogliamo ammettere e ci fingiamo cinici e disincantati. Basta la melodia di qualche canzoncina natalizia per aprire dentro voragini. Nel bene e nel male. Per toglierci uno strato di pelle. Per farci sentire stupiti e per farci avvicinare in punta di piedi. Entrare nel Natale è come entrare in una grande cattedrale durante la celebrazione di una messa. Credenti o meno non cambia, ci si avvicina all’altare in silenzio e con il passo leggero per mostrare rispetto verso qualcosa che non possiamo non riconoscere come grande. E, devo dire, che in questi tempi in cui avvertire la potenza della sacralità è tanto raro, sentirsi emozionati e un po’ bambini, è un’occasione preziosa per sentirsi ancora vivi. Buon Natale di cuore a tutti.
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Veronica Gentili - 7K Likes - «Vogliamo far emergere l’umanità delle persone. La grande chance è poter togliere ai concorrenti l’armatura della notorietà e scoprirli in quanto persone» 🏝️

Dal 7 maggio @veronicagentili sarà alla conduzione della nuova edizione de @isoladeifamosi su Canale 5: «Porterò la mia curiosità verso le persone e quello che succede nella loro testa, anima, cuore e spirito».

Insieme alla giornalista ritornerà @simonaventura: «Sono l’unica la ondo che ha fatto tutti e tre i ruoli: naufraga, conduttrice e ora… opinionista! È un programma imprevedibile e sarò di appoggio». E dall’Honduras l’inviato @pierpaolopretelliofficial: «Sono felicissimo! Ho studiato e so quello che mi aspetta».

Vi aspettiamo domani in edicola ✨

📸 @iwanpalombi 
#tvsorrisi #tvsorrisiecanzoni #Isoladeifamosi #copertina #Canale5 #Honduras

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Caption : «Vogliamo far emergere l’umanità delle persone. La grande chance è poter togliere ai concorrenti l’armatura della notorietà e scoprirli in quanto persone» 🏝️

Dal 7 maggio @veronicagentili sarà alla conduzione della nuova edizione de @isoladeifamosi su Canale 5: «Porterò la mia curiosità verso le persone e quello che succede nella loro testa, anima, cuore e spirito». Insieme alla giornalista ritornerà @simonaventura: «Sono l’unica la ondo che ha fatto tutti e tre i ruoli: naufraga, conduttrice e ora… opinionista! È un programma imprevedibile e sarò di appoggio». E dall’Honduras l’inviato @pierpaolopretelliofficial: «Sono felicissimo! Ho studiato e so quello che mi aspetta».

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Veronica Gentili - 6.5K Likes - I giapponesi sono di una gentilezza quasi incredibile. Nonostante appaiano schivi e riservati, e molto di rado siano loro a cercare il primo contatto visivo o parlato, non appena sei tu ad avvicinarti, si mostrano di una disponibilità assoluta. La loro gentilezza è talmente estrema che se chiedi un’indicazione per strada, anche se non parlano una parola d’inglese, si fermano, stanno mezzora a cercare di capire cosa stai dicendo, e alla fine ti accompagnano fisicamente per essere sicuri che tu abbia capito. Quindi, quando chiedi un’indicazione, devi mettere in conto un potenziale pit stop di venti minuti, perché se li saluti senza che siano riusciti ad aiutarti, gli provochi una frustrazione terribile. E il loro dispiacere, a tua volta, ti genera un senso di colpa con cui poi devi convivere tutta la giornata. Perciò, quando ti chiedi perché loro non ti guardino mai in faccia e tengano lo sguardo basso, ecco la risposta: temono che tu li avvicini per chiedere un’informazione, perché sanno che la loro coscienza gli impedirà di abbandonarti fino a che il problema non sarà risolto, e potresti tranquillamente fargli perdere mezza giornata di lavoro. 
Ma qui funziona così: quando il senso civico chiama il Giappone risponde.

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Caption : I giapponesi sono di una gentilezza quasi incredibile. Nonostante appaiano schivi e riservati, e molto di rado siano loro a cercare il primo contatto visivo o parlato, non appena sei tu ad avvicinarti, si mostrano di una disponibilità assoluta. La loro gentilezza è talmente estrema che se chiedi un’indicazione per strada, anche se non parlano una parola d’inglese, si fermano, stanno mezzora a cercare di capire cosa stai dicendo, e alla fine ti accompagnano fisicamente per essere sicuri che tu abbia capito. Quindi, quando chiedi un’indicazione, devi mettere in conto un potenziale pit stop di venti minuti, perché se li saluti senza che siano riusciti ad aiutarti, gli provochi una frustrazione terribile. E il loro dispiacere, a tua volta, ti genera un senso di colpa con cui poi devi convivere tutta la giornata. Perciò, quando ti chiedi perché loro non ti guardino mai in faccia e tengano lo sguardo basso, ecco la risposta: temono che tu li avvicini per chiedere un’informazione, perché sanno che la loro coscienza gli impedirà di abbandonarti fino a che il problema non sarà risolto, e potresti tranquillamente fargli perdere mezza giornata di lavoro. Ma qui funziona così: quando il senso civico chiama il Giappone risponde.
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Ma qui funziona così: quando il senso civico chiama il Giappone risponde.

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Ma qui funziona così: quando il senso civico chiama il Giappone risponde.

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